Approvato alla Camera un ordine del giorno della On. Mantinciglio su ricostruzione del Belìce

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La ricostruzione delle Zone del Belice colpite dal terremoto del gennaio 1968, a distanza di 51 anni non risulta ancora completata. Vani sono stati i tentativi nella storia parlamentare di mettere la parola “fine” alla prima grande tragedia nazionale del dopoguerra. La “commissione edilizia speciale“, frutto appunto di questi tentativi, ha rappresentato fino ad oggi, una sorta di “conferenza di servizi “ permanente al fine di accelerare l’iter di approvazione dei progetti di edilizia privata post terremoto. Ed anche se i finanziamenti dello Stato a favore dei comuni delle Zone del Belìce hanno subito un’interruzione negli ultimi anni, tali commissioni continuano ad operare. Nel tempo, però, hanno perso la loro funzione accelerativa. Anzi, dal punto di vista dell’efficacia, efficienza e trasparenza amministrativa, esse rappresentano una delle cause del mancato completamento della ricostruzione dell’edilizia privata in alcuni comuni delle zone terremotate del Belìce, malgrado siano trascorsi ben 51 anni fa quella tragica notte del 14 gennaio 1968. Pertanto, ritengo doveroso un intervento del governo al fine di porre fine a questo modo di agire da parte delle commissioni edilizie”.
Pubblichiamo l’Ordine del Giorno a firma della On. Matinciglio, del M5S, approvato:

La Camera,

Premesso che:

  • la ricostruzione delle zone del Belìce colpite dal terremoto del gennaio 1968, a distanza di 51 anni non risulta ancora completata nonostante le molteplici iniziative parlamentari;
  • l’articolo 5 della legge 29 aprile 1976, n.178 ha previsto che presso ciascuno dei comuni nel cui territorio dovevano essere realizzati alloggi dai proprietari danneggiati fosse istituita una commissione composta dai massimi vertici istituzionali e dagli uffici tecnici dell’ente locale, da un rappresentante della sezione autonoma dell’ufficio del genio civile o dell’ispettorato generale per le zone colpite dal terremoto nonché da un rappresentante della sovrintendenza per i beni culturali e ambientali competente per territorio;
  • entro sessanta giorni dalla sua costituzione la commissione, doveva procedere, sulla base delle domande presentate, all’accertamento degli aventi diritto all’assegnazione del contributo, del numero degli alloggi da costruire e della loro consistenza nonché dell’ammontare complessivo dei contributi, dandone comunicazione al Ministero dei lavori pubblici;
  • la commissione inoltre doveva provvedere ad assumere delibere in ordine all’assegnazione delle aree necessarie per la ricostruzione degli alloggi, all’esame delle domande di contributo e all’approvazione dei relativi progetti delle opere da eseguire per la ricostruzione;
  • tali commissioni edilizie “speciali” hanno rappresentato fino ad oggi una sorta di “conferenza di servizi” permanente per accelerare l’iter di approvazione dei progetti di edilizia privata post terremoto;
  • anche se i finanziamenti dello Stato, a favore dei Comuni delle zone del Belìce, hanno subito interruzioni negli ultimi anni, tali “commissioni edilizie speciali” continuano ad operare ma hanno perso la loro funzione accelerativa, e rappresentano una delle cause del mancato completamento della ricostruzione dell’edilizia privata in alcuni comuni delle zone terremotate del Belìce;

impegna il Governo

a valutare l’opportunità, anche con interventi legislativi, di modificare tali commissioni, prevedendo in particolare, tra i componenti, un rappresentante del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche Sicilia – Calabria e un rappresentante della Sovrintendenza per i beni culturali e ambientali competente per territorio, equiparando, altresì, tali Commissioni alla conferenza di servizi semplificata di cui all’art. 14-bis della legge 7 agosto 1990, n. 241.

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