Solidarietà alla prof. Dell’Aria

1955

Castellammare del Golfo: documento del “Mattarella Dolci”

di Giulia Giacalone

Da Castellammare del Golfo parte la solidarietà per la professoressa palermitana Rosa Maria Dell’Aria, sospesa per 15 giorni per non aver vigilato sul lavoro dei suoi alunni quattordicenni, che nella Giornata della memoria avevano presentato una videoproiezione nella quale si accostava la promulgazione delle leggi razziali del 1938 al decreto sicurezza del ministro dell’Interno Matteo Salvini. La sospensione è scattata al termine di un’ispezione innescata da un post sui social che non è sfuggito agli uffici del ministero.

Questo il documento sottoscritto da tutti i docenti dell’istituto “Mattarella-Dolci”:

“I sottoscritti docenti dell’I.I.S.S. “P Mattarella – D. Dolci” di Castellammare del Golfo aderendo al Teacher Pride del 21 Maggio 2019, vogliono manifestare, con forza, il proprio dissenso per quanto accaduto nei giorni scorsi alla professoressa Rosa Maria dell’Aria, che non può e non deve lasciare indifferenti, poiché non si tratta solo di un atto lesivo della dignità e della professionalità della collega, e quindi di tutti i professionisti che, come lei, sono impegnati giornalmente nel campo dell’insegnamento e della formazione, ma anche perché costituisce un gravissimo attacco ai due principi su cui si fonda l’essenza stessa del nostro lavoro: libertà di espressione del proprio pensiero (art. 21) e libertà di insegnamento (art. 33).

La professoressa è stata ritenuta colpevole dall’Ufficio scolastico provinciale di Palermo di non aver vigilato sul lavoro dei propri studenti, che in occasione della Giornata della Memoria, in un video, hanno accostato le leggi razziali al decreto sicurezza promosso dal ministro dell’Interno. Si deduce che, quindi, la docente in quella circostanza avrebbe dovuto censurare il lavoro degli studenti impedendone la pubblicazione.

Non è questo il senso del nostro lavoro. Non lo è mai stato e mai lo sarà, perché la Costituzione stessa ci dà un mandato diverso. Noi siamo professionisti chiamati a fornire ai nostri studenti gli strumenti necessari per lo sviluppo del pensiero critico, nel rispetto dell’altro e nella consapevolezza che, quando esprimiamo le nostre idee, dobbiamo essere

disposti a metterle in discussione, accettando le critiche e favorendo una dialettica proficua e costruttiva.

Noi possiamo e dobbiamo fornire degli strumenti di analisi della realtà presente e passata, ma non possiamo né dobbiamo decidere come i nostri studenti dovranno servirsene.

Se il video incriminato, secondo quanto sostiene chi lo ha segnalato, presenta delle imprecisioni, che si cerchi uno spazio democratico di confronto piuttosto che punire una docente perché questo spazio lo ha garantito facendo in modo che i propri alunni si esprimessero liberamente.

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