La libertà di stampa e quel vizietto che si tramanda dalla vecchia alla nuova politica.

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Oggi, 3 maggio, la Giornata mondiale della libertà di stampa.

Possiamo affermare che tutto sembra cambiare per non cambiare nulla. Sia la vecchia politica che quella nuova usano la stessa tattica di difesa, quando evidentemente si trovano in difficoltà nel dare risposte ai cittadini, ossia: attaccare la stampa. Tecnica utilizzata sia dalla politica locale che da quella regionale e nazionale e  la potremmo definire un sistema di distrazione di massa dove la stampa è utilizzata come un comodo parafulmine che può aiutare quei politici in difficoltà a distrarre la gente dai problemi reali a quelli inesistenti.

Fortunatamente nel corso degli anni la stampa e i giornalisti, lettori inclusi, sono riusciti a sviluppare degli anticorpi agli attacchi gratuiti da parte della politica, utili solamente a raggirare i problemi. L’Italia è ancora un paese Libero e Democratico, Art.21 della Costituzione docet, in cui i giornali, come il nostro, possono ancora rendere un servizio alla collettività senza dover chiedere prima il permesso al potente di turno. Anche oggi come ieri possiamo affermare: nulla di nuovo sotto questo cielo. “È la stampa, bellezza!”

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Fulvio Catalanotto
Fulvio Catalanotto nasce in Sicilia, terra, secondo lui, al centro del mondo. Formatore ed esperto dei processi formativi con la passione per la comunicazione e l'informazione. È un ascoltatore cronico di Rosa Balistreri.