“Anno Zero”, la “famiglia” a giudizio

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Gli indagati del blitz antimafia: 18 davanti ai giudici di Marsala, gli altri dal Gup col rito abbreviato

Ci sono anche i familiari più intimi del boss latitante Matteo Messina Denaro, tra i 18, coinvolti nell’aprile 2018 nel blitz antimafia “Anno Zero” e adesso rinviati a giudizio. Diciotto saranno processati dal prossimo 28 maggio  con rito ordinario davanti il Tribunale di Marsala. Ci sono infatti Rosario Allegra e Gaspare Como, i cognati del “padrino” , e ancora il nipote del boss Gaspare Allegra, e poi il presunto nuovo capo mafia di  Mazara, Dario Messina, il manager dei giochi on Line, Carlo Cattaneo, Vittorio Signorello, Giuseppe Tommaso Crispino, l’ex consigliere comunale Lillo Giambalvo, Carlo Lanzetta, Giuseppe e Anna Maria Orlando, Nicola Scaminaci,  Giovanni Mattarella, Bruno Giacalone, Marco Buffa, Vito Bono, Giuseppe Accardo e Maria Letizia Asaro. Il presunto capo della cosca di Partanna Nicola Accardo ha scelto invece con altri 13 indagati il rito abbreviato. Processo al via il 18 aprile. Tra questi ci sono i famosi Vincenzo La Cascia, compiere della famiglia D’Ali, rimasto tale anche dopo le condanne per mafia ed estorsione, e l’emissario dei boss a Roma, il Campobello se Cinuzzo Urso. Con loro ancora Antonino Triolo, Giuseppe e Bartolomeo Tilotta, Giuseppe Paolo Bongiorno, Calogero Guarino,  Leonardo Milazzo, Giuseppe Rizzuto, di 39, Angelo Greco, Filippo Dell’Aquila, Mario Tripoli, e Andrea Valenti, di 66. In questo procedimento la Dda di Palermo ha chiesto anche il rinvio a giudizio del capo mafia latitante Matteo Messina Denaro, ma per il suo stato di latitanza il gup ha stralciato la posizione e rinviando l’udienza preliminare al febbraio 2020.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.