Inferrera ai domiciliari

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Operazione “Scrigno”: lascia il carcere l’ex assessore al Comune di Trapani. Codici e Konsumer preannunciano costituzione di parte civile nel processo

Il gip del Tribunale di Palermo ha disposto la revoca della custodia cautelare in carcere per l’ex assessore al Comune di Trapani Ivana Inferrera, arrestata, con altre 24 persone, tra le quali l’ex deputato Paolo Ruggirello, nel corso dell’operazione antimafia “Scrigno”. La Inferrera, assieme al marito, Ninni D’Aguanno, anche lui arrestato, è indagata di voto di scambio politico mafioso, stesso reato contestato al suo coniuge. All’esito dell’interrogatorio dinanzi al gip, la Inferrera, difesa dall’avv. Donatella Buscaino, è l’unica tra gli arrestati che ha deciso di sottoporsi all’interrogatorio, senza avvalersi della facoltà di non rispondere, il giudice ha deciso di applicare la misura cautelare degli arresti domiciliari. Intanto le associazioni Codici e Konsumer, alla luce delle vicende giudiziarie che hanno riguardato il trapanese, dinanzi all’emergere di “interessi e consorterie tra certi ambienti politici e la mafia che hanno finito per aggravare la già fragilissima condizione economica e reputazionale della nostra terra, con il concreto rischio di far ancor più allontanare investitori per bene e turisti” hanno deciso “la costituzione di parte civile nei processi che verranno celebrati per l’operazione “Scrigno”, con invito, infine, per i movimenti e partiti  politici a porre la “questione morale” tra i propri iscritti”. L’invito delle associazioni  è rivolto anche alle amministrazioni locali e ai cittadini perchè “scatti una rivolta sociale, sottolineando che intanto esiste anche un obbligo morale per mettere una distanza con le consorterie malavitose e mafiose, contro chi ha come unico obiettivo quello di raggiungere il potere economico e politico a qualsiasi costo, in totale spregio delle leggi e della ordinata e corretta convivenza”. Codici e Konsumer, rappresentati dagli avvocati Vincenzo Maltese e Giancarlo Pocorobba, criticano anche coloro i quali in questi giorni da alcune parti hanno attaccato la magistratura “anzicchè  di coadiuvare le attività inquirenti nel difficile compito di infliggere le peggiori sconfitte ai sistemi di illegalità economica, politica e culturale”.

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