Diritto alla genitorialità non riconosciuto

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Trapani: intervento dell’associazione “Punto Dritto”

Due coniugi dello stesso sesso non si sono visti riconoscere il diritto alla genitorialità nei confronti di due bambini nati negli Stati Uniti. L’ufficio anagrafe del Comune di Trapani si è opposto e ora a prendere  posizione è l’associazione Punto Dritto, presieduta dall’avvocato Valentina Villabuona.

Questo il testo della nota:

Cosa hanno in comune i sindaci Sala, Appendino, Orlando, De Magistris, Pizzarotti, Nardella e tanti altri? Tutelano i bambini, colmando un vuoto lasciato dal Parlamento italiano che non ha approvato la stepchild adoption, lacuna per cui in tanti dovremmo chiedere scusa alle famiglie italiane. Succede che in Italia sindaci lungimiranti riconoscono le famiglie con due mamme e due papà, perché l’interesse dei minori è superiore a qualsiasi opinione politica. Cosa succederebbe ad un bambino se non venissero riconosciuti entrambi i genitori? che se perdesse l’unico genitore riconosciuto in Italia sarebbe adottabile. Questa è la conseguenza estrema della mancanza di una legge necessaria. Succede che anche a Trapani una famiglia chiede di essere riconosciuta e ottiene un diniego dall’ufficio anagrafe che fa male a tutti, perché porta l’amministrazione trapanese nel gruppo dei sindaci che oggi si nascondono dietro le politiche medievali del Ministro Fontana e dell’On. Pillon. Sicuramente è una scelta politica brutta, che ci stupisce e che non comprendiamo. Vogliamo pensare che sia stato un eccesso di prudenza da parte del sindaco Tranchida che è ufficiale di Stato Civile e lo invitiamo a seguire con coraggio quei sindaci progressisti e democratici che ci insegnano che le famiglie sono tutte uguali, che i bambini vanno tutelati e che i diritti non si negano mai. Invitiamo il sindaco a ripensarci perché la politica ha sempre il dovere di arrivare prima dei Tribunali, sarebbe una grave sconfitta trascrivere l’atto per imposizione di un giudice, una grave sconfitta che un democratico non si può permettere. Questi bambini trapanesi sono figli di tutti e i loro diritti li tuteleremo tutti insieme, coinvolgendo i consiglieri comunali e la cittadinanza”.
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