Cittadini fanno ricorso al Tar contro il Comune di Valderice

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VALDERICE. Ieri è stato notificato al Comune di Valderice il ricorso promosso da circa 40 cittadini innanzi il Tribunale Amministrativo Regionale di Palermo, contro la delibera di Giunta n. 217/2018 del Comune di Valderice. L’Associazione àKasa ha coordinato questo ricorso collettivo contro la richiesta di “indennizzo per occupazione sine titulo” che il Comune di Valderice ritiene richiedere agli ex proprietari di immobili “abusivi” realizzati entro i 150 metri dalla battigia del mare.

“Agli “abusivi” – si legge in una nota – in passato è stata permessa le realizzazione degli immobili in un contesto di inadeguata pianificazione del territorio, con un normativa che, in ipotesi di assenza dei piani paesaggistici e dei P.R.G., era evidentemente e letteralmente rivolta agli Enti Locali, senza alcun vincolo di inedificabilità direttamente rivolto ai cittadini.
Solo con due successive leggi regionali, la n. 15/91 e la n. 17/94, è stata prevista la  “creativa” interpretazione retroattiva della legge 78/76, comportando ciò un’ingiustizia che ha inciso profondamente sull’inviolabile diritto di proprietà”.

“Vi è l‘ulteriore paradosso che, mentre ieri si era abusivi per avere realizzato le nostre case in assenza di concessione edilizia, oggi lo si è perché si occupa una casa che è di proprietà del Comune. “Quasi una barzelletta – dichiara Sabina Gianquinto, presidente dell’Associazione àKasa – siamo consapevoli, che il riconoscimento del diritto di proprietà consumato nella confusione della normativa regionale, sostenuta dall’inerte politica siciliana che ha applicato il motto Quieta non movere et mota quietare, degli ultimi quarant’anni, sia un’impresa titanica, ma che intendiamo difendere in punto di diritto avanti tutte le sedi opportune. Ed è così che oggi, ci troviamo costretti ad affrontare la seconda retroattività: il pagamento dell’occupazione abusiva richiesta a partire dal 2013. Resta di fatto la certezza che un immobile dichiarato insanabile per il proprietario possa essere un bene prezioso che ogni Comune può utilizzare, a propria discrezione, e che diventi fonte di reddito e di risanamento dei conti comunali, infatti il totale delle somme richieste dal Comune di Valderice ai nostri soci ammonta a quasi € 1.000.000,00. Valderice – conclude – non è il primo Comune che ha adottato questo provvedimento, ma ciò è avvenuto anche a Licata ed a Trapani con il Commissariamento di Messineo, e siamo a conoscenza che molti altri Comuni stanno deliberando simili misure, su sollecitazione della Corte dei Conti. Per portare avanti le nostre ragioni, il team di lavoro coordinato dalla nostra Vice Presidente, l’architetto Valentina Calvino, è costituito dall’avvocato Michele Guitta, del foro di Trapani, che ci coadiuva sin dalla nostra costituzione, e dagli avvocati Francesco Stallone, Filippo Ficano e Filippo Gallina del foro di Palermo”.

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