Istallazioni artistiche, scarpette rosse e i posti occupati per ricordare quelle donne vittime della violenza

514

“Mi chiamava principessa”, il titolo non è casuale perché la maggior parte delle violenze sono purtroppo ancora intrafamiliari. L’incontro di ieri al Marconi, fortemente voluto dalla consigliera Piera Calamia, ha voluto proprio ricordare le forme di violenza e le possibili vie d’uscita che esistono. Sono intervenute la signora Aurora Ranno, presidente di Cotulevi che ha ribadito il lavoro capillare che la sua associazione fa nell’accompagnare le donne fuori dalle situazioni violente; Simona De Simone che ha parlato soprattutto di violenza psicologica ed economica e della necessità di prevenire; l’avvocato Carmela Lo bue, della Fidapa, che ha ricordato l’impegno della propria associazione nello stare accanto alle donne e nel diffondere la cultura del rispetto della donna.

Infine Cristina Cianti ha introdotto la lettura e la musica dedicate proprio alle tante situazioni che le donne si trovano ad affrontare e che le pongono spesso sotto riflettori giudicanti e svalutanti.

La giornata è stata accompagnata da istallazioni artistiche per la città, come le panchine rosse e vuote, le scarpette rosse e i posti occupati che ricordano tutte quelle donne che non sono riuscite a scampare a situazioni di violenza.

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteD’Alì, rinvio a febbraio
Articolo successivoCgil, Cisl e Uil insieme al Trapani Calcio hanno inaugurato il murales “Spirale essenziale” per dire “no” alla violenza contro le donne