Evasione e arresto, operazione di controllo del territorio

Carabinieri della Compagnia di Castelvetrano, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato, per la seconda volta in pochi giorni, la 20enne Campanella Maria Aurora.
Nella serata del 10 Novembre 2018, i militari del dipendente N.O.R.-Aliquota Radiomobile, procedendo al controllo di soggetti sottoposti a pene detentive si portavano presso l’abitazione della Campanella in atto agli arresti domiciliari per un furto aggravato di un’autovettura che, unitamente al compagno, aveva commesso il 2 Novembre u.s. Non trovandola in casa, dopo un rapido controllo preso l’abitazione del fidanzato, anch’egli ai domiciliari, dopo circa un’ora, veniva rintracciata nella sala d’attesa del Pronto Soccorso dell’Ospedale “Vittorio Emanuele” di Castelvetrano, luogo in cui si era rifugiata, lamentando dolori addominali, per cercare di sottrarsi all’arresto a seguito della violazione degli obblighi connessi alla misura cui è sottoposta. Subito dopo gli accertamenti che confermavano il mero pretesto del suo allontanamento, finalizzato all’incontro col fidanzato, veniva tratta in arresto e ricondotta presso la propria abitazione, in attesa del rito direttissimo tenutosi nel pomeriggio di ieri che ha visto la convalida dell’arresto e la ri sottoposizione agli arresti domiciliari.
In data 08 Novembre u.s., i militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia di Castelvetrano, su ordine di carcerazione disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, traevano in arresto Accardi Salvatore cl.59, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per omicidio aggravato, reato commesso il 10 Gennaio 2016 togliendo la vita, con un colpo di fucile cal.12, a Pellicane Ignazio, dopo continue richieste estorsive mosse dalla vittima ai danni dell’arrestato che non aveva mai denunciato alle Forze dell’Ordine. Accardi, dopo le formalità di rito, veniva associato presso la Casa Circondariale “Pietro Cerulli” di Trapani, dovendo espiare la pena detentiva residua di 6 anni e 6 mesi di reclusione.

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