FareAmbiente esprime parere negativo alla realizzazione dell’impianto di BioGas

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Tanto peggio tanto meglio…purché non nel mio giardino. Così inizia un comunicato di FareAmbiente in riferimento all’impianto di BioGas che dovrebbe nascere sul territorio alcamese.

Il parere è negativo e si somma ai pareri dello stesso tenore dell’Amministrazione e di altre associazioni ambientaliste. Nel comunicato, inoltre, l’Associazione delinea il suo no.

Pubblichiamo il comunicato che è a firma del Presidente di FareAmbiente Alcamo, Annalisa Guggino: Questa filosofia ci ha portati alla criticità odierna, dichiarata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile l’8 maggio 2018, con la conseguente emanazione dell’ordinanza n. 513 con cui si individua la necessità di interventi emergenziali per oltre 62 milioni di euro. Quindi il Governo Regionale ha provveduto alla rimodulazione delle risorse dell’area tematica ambiente: ambito acqua e, rifiuti, impiantistica del trattamento rifiuti, del patto per il sud, con successivo trasferimento delle somme destinate a ben 12 impianti per il trattamento dei rifiuti nelle varie province regionali, tra cui un impianto di compostaggio con trattamento aerobico a Calatafimi Segesta (per il quale in atto esiste solo un progetto preliminare) e l’ampliamento della discarica di c/da Borrannea.

Oggi La Regione Siciliana si è dotata di un piano stralcio, in attesa dell’approvazione del Piano Regionale di Rifiuti, che preveda già la possibilità di realizzazione di impianti per il trattamento della frazione organica sia in aerobiosi che in anaerobiosi con produzione di biogas.

L’Associazione FareAmbiente di Alcamo è favorevole in linea di principio alla possibilità di produrre energia dal trattamento anaerobico della frazione organica.

In tale ottica l’Associazione ha esaminato, in collaborazione con tecnici ed esperti del settore, il progetto relativo all’impianto che la ditta Asia intenderebbe realizzare in C/da Citrolo, in territorio di Alcamo, ed è arrivata alla conclusione che tale progetto presenta a nostro avviso una serie di criticità importanti così sintetizzate:

  1. L’energia necessaria per il funzionamento dell’impianto deriva da combustione del digestato essiccato miscelato con biomassa legnosa ottenuta dal “verde” la resa energetica dell’attività di combustione non risulta tale da giustificare l’utilizzo di questa metodologia;
  1. La relazione relativa alle emissioni in atmosfera e la loro composizione non risulta sufficientemente chiara e tale da dissipare qualunque dubbio riguardo agli impatti negativi sulla salute della popolazione;

  1. Non risulta chiaro come verrebbero smaltite le acque di lavorazione;

  1. Non risulta chiaro se e come sia previsto anche il trattamento dei fanghi derivati dalla depurazione delle acque nere;

  1. Non sono descritti chiaramente né le procedure per l’igienizzazione del digestato , né i controlli per avvenuta igienizzazione.

Per le ragioni sopra esposte l’Associazione esprime parere negativo alla realizzazione di questo impianto, aggiungendo che anche se tutte le criticità di cui sopra venissero superate rimane il forte dubbio sulla quantità di massa da trattare, di gran lunga superiore alla produzione di umido dell’intera provincia di Trapani che si vuole ricordare essere la più virtuosa della Sicilia in quanto a raccolta differenziata.

Facciamo notare inoltre che, da quanto pubblicamente dichiarato da rappresentanti dell’Assessorato dell’Energia, nel nuovo piano rifiuti regionale il ciclo dovrà concludersi in ambito provinciale. Se così sarà, la Provincia di Trapani con gli impianti in atto esistenti, compreso quello che si sta realizzando in Territorio di Custonaci, sarebbe già autosufficiente per il trattamento dell’umido.

L’Associazione ritiene dunque che vada definito il piano regionale dei rifiuti per poter stabilire quanti e quali impianti necessitano per allineare la Sicilia alle regioni più virtuose.

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