La “casetta dell’acqua” che fa discutere

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Trapani: mozione per l’installazione delle “case per l’acqua”

In Consiglio comunale a Trapani la proposta per installare nel perimetro cittadino delle cosiddette “case per l’acqua”. La mozione porta la firma delle Cinquestelle Trapani e Cavallino. Ma sulla questione irrompe la consigliera comunale Anna Lisa Bianco, decisamente contraria, quasi che si trattasse di affrontare una questione “perdi tempo” rispetto alle emergenze cittadine. A lei replicano le sue colleghe Cinquestelle. “Ci fa sorridere – dicono – come la consigliera Bianco definisca la nostra iniziativa sulla installazione delle case dell’acqua, successivamente sposata dalla consigliera La Barbera (Forza Italia ndr), per altro già prevista nel 2016 e poi lasciata nel dimenticatoio, come una azione non prioritaria. Ricordiamo alla stessa che non si tratta di soldi buttati al vento, ma di un investimento di soldi pubblici per offrire ai cittadini un servizio pubblico. I cittadini utenti del servizio, infatti, potrebbero beneficiare di importanti risparmi attraverso l’utilizzo della casa, se si stima un costo di mercato di 20 centesimi a bottiglia per un’acqua di media qualità, godendosi un prodotto che non ha nulla da invidiare alle “colleghe” in commercio. L’acqua che arriva attraverso l’acquedotto inoltre non determina problemi di inquinamento atmosferico legati alla produzione, al trasporto e allo smaltimento delle bottiglie. Nel contempo contribuisce a ridurre gli investimenti e i costi di gestione per il recupero e il riciclo della plastica. Se come amministratori di questa città non consideriamo prioritario attuare opere che consentano ai cittadini di risparmiare e migliorare la qualità della loro vita cosa, invece, lo è? Sono già passati tre mesi dell’insediamento di questo nuovo consiglio comunale e ci sfugge quali siano i provvedimenti proposti dalla consigliera Bianco, a favore dei cittadini e prioritari rispetto alla mozione da noi proposta. Forse la consigliera saprà darcene contezza. Ci chiediamo altresì come mai se le case dell’acqua sono un punto del programma di questa amministrazione, per la consigliera di maggioranza oggi non sia una priorità pensare di portare un po’ di innovazione e di vero cambiamento in questa città, perché abituare i cittadini al prelievo di acqua da un sistema a gettoni o a tessera piuttosto che da una fontana a utilizzo libero, significa preparare il mercato creando una nuova catena del valore; si conferisce all’acqua un prezzo, trasformando le persone in consumatori che si incontrano. Ci stupisce come la consigliera bianco non si renda conto non solo del business green dell’iniziativa ma del valore sociale della stessa”.

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