Interrogazione sul processo

2000

Le pentastellate Trapani e Cavallino chiedono al sindaco Tranchida le ragioni della mancata costituzione come parte offesa contro l’ex sindaco Fazio

Adesso il sindaco di Trapani Giacomo Tranchida dovrà mettere nero su bianco e su carta intestata del suo ufficio di gabinetto le ragioni che per il momento lo hanno portato a non costituirsi come parte offesa nel procedimento che vede coinvolto il suo predecessore (di qualche anno) Girolamo Fazio. Per l’ex sindaco ed ex deputato regionale la Procura di Trapani ha chiesto il rinvio a giudizio per corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e traffico di influenze illecito. L’udienza preliminare fissata per lo scorso 9 luglio è slittata all’8 ottobre. All’udienza del 9 luglio non vi erano avvocati di parte civile. Non c’era intanto quello della Regione. Fazio infatti è sotto accusa per il ruolo svolto da parlamentare regionale, secondo i pm Belvisi e Sardoni avrebbe fatto mercimonio del proprio incarico parlamentare a favore della compagnia di navigazione Ustica Lines, poi diventata Liberty Lines. Da deputato infatti più volte sarebbe intervenuto e in modo pesante per difendere la società armatoriale nelle mani di Vittorio Morace, poi passata al figlio di questi Ettore, nell’ambito dei rapporti economici con l’assessorato regionale alla Mobilità (bandi per l’assegnazione delle rotte onorate da servizio pubblico, liquidazione dei compensi (milionari) alla società armatoriale e da vice presidente della commissione regionale antimafia (presidente all’epoca era l’attuale governatore Nello Musumeci) avrebbe passato informazioni riservate ai Morace. La Regione quindi dovrebbe ritenersi parte offesa in questo procedimento. Per la verità la norma prevede che la costituzione di parte civile può essere proposta sino all’inizio del dibattimento. Quindi c’è tempo, per la Regione Sicilia quando per il Comune di Trapani. Le consiglieri comunali Francesca Trapani e Chiara Cavallino del Movimento 5 Stelle intanto hanno chiesto al sindaco Tranchida le ragioni della mancata costituzione di parte civile già dall’udienza preliminare dello scorso 9 luglio. E lo hanno fatto richiamando un atto deliberativo tra i primi assunti dalla Giunta Tranchida. Anzi si tratta – evidenziano Trapani e Cavallino – della delibera numero 1 del 18 giugno 2018.

“Con questa delibera – scrivono – il Comune di Trapani ha impegnatol’Avvocatura comunale ad assicurare con il patrocinio diretto la costituzione di parte civile in tutti i procedimenti penali, vertenti su reati che possono determinare grave detrimento dell’immagine dell’Ente”. Trapani e Cavallino nella loro interrogazione sottolineano i fatti per i quali Fazio è indagato, circostanze rispetto alle quali Tranchida ha avuto già modo di rispondere a sollecitazioni arrivate da altre parti ritenendo la non sussistenza della ragioni a costituirsi parte civile in quanto “il Comune di Trapani non ha avuto danni diretti, se non nell’immagine, dalle vicende in cui sono coinvolti Fazio, Morale ed altri”. A ben leggere però l’atto di accusa contro Fazio , il Comune di Trapani è chiamato in causa: tra le contestazioni di reato è inserito il sostegno economico che nel corso delle elezioni amministrative del 2017 Fazio, allora candidato sindaco, ricevette proprio da Morace, spese elettorali che finivano con l’essere trattate come se fossero spese per la Liberty Lines. Come finì quella campagna elettorale è cosa nota, ma se non fosse accaduto nulla certamente una parte delle spese elettorali Fazio le avrebbe sostenute non di tasca proprio e non proprio “a sua insaputa”. Le pentastellate nella loro interrogazione ritengono poi che Fazio all’epoca dei reati contestati era consigliere comunale a Trapani e quindi “c’è un danno di immagine della città”. “In tema di danno di immagine, ad esempio – ricordano – è notizia di questi giorni che il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, per il noto caso del cane gettato in mare con una pietra al collo dal suo padrone nel mare antistante il Lido Valderice, ha dichiarato di voler costituire “parte civile” il predetto Ministero…senza voler attribuire maggiore o minore importanza ai casi di danni di immagine anzi citati, le dichiarazioni del Ministro sono sicuramente apprezzabili…i due casi, ovviamente diversi, dimostrano la necessità della costituzione del Comune di Trapani, di cui attualmente codesto sindaco è il legale rappresentante”. Le consiglieri comunali del Movimento Cinque Stelle hanno così chiesto di sapere “quali motivazioni non hanno consentito al Comune di Trapani a non costituirsi “parte civile” nel processo penale denominato Mare Monstrum, quali iniziative, motu proprio, ha posto in essere concretamente l’Avvocatura comunale se, prima del prossimo mese di ottobre, il Comune di Trapani si costituirà parte civile nel predetto processo penale”-

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.