Chiasso in centro storico

Citazione in giudizio per quattro esercenti per la “zona franca” del fracasso

Più volte abbiamo raccontato delle insopportabili condizioni di vivibilità con le quali sono costretti a convivere i residenti in quel crocevia di stradine e piazze del centro storico diventate la “zona franca” del fracasso. Non hanno mai smesso di protestare i residenti della piazzetta tra le vie San Michele, Crociferi, Aperta, Beatrice, e Cortile Ripa, spesso sono stati presi anche in giro da Vigili Urbani e forze dell’ordine, venuti a constatare le violazioni e andati spesso via senza far nulla, anzi talvolta soffermandosi anche loro a bere qualcosa offerta prontamente da qualche esercente. La musica assordante non ha smesso di disturbare il sonno dei residenti, sfrontati i gestori di una serie di locali, uno attaccato all’altro, non hanno mai cambiato abitudini e comportamenti, Qualche volta per sfregio, andate via le pattuglie, la musica è stata ancora di più se non mantenuta anche alzata. La “zona franca” della movida trapanese secondo qualcuno doveva restare “intoccabile” sebbene esistono disposizioni che dovrebbero impedire loro anche l’esercizio dell’accoglimento musicale, e quella piazzetta da tempo è diventata una vera e propria discoteca, tollerata da chi invece dovrebbe intervenire per impedire questi abusi. Adesso i residenti e gli albergatori del centro storico hanno potuto registrare un punto a loro favore. La Procura con il pm Andrea Tarondo ha citato in giudizio dinanzi al giudice monocratico Giarrusso quattro 4 titolari di esercizi commerciali ubicati in questa parte di città. Sono: Anna Campo, 37 anni, Federica Candiloro, 35 anni, Pasquale Citrolo, 53 anni, Antonio Vitaggio, 37 anni. Prima udienza il prossimo 4 luglio, dovranno rispondere di disturbo della quiete pubblica. Gli episodi risalgono all’anno 2015 fino al maggio del 2016. I residenti si costituiranno parte offesa con l’ avvocato Vincenzo Maltese, che conosce da tempo le criticità del centro storico trapanese. Alcuni gestori di strutture ricettive all’avvocato finanche copia delle recensioni negative di tanti turisti che hanno deciso di lasciare anzitempo le strutture, provocando ai titolari perdite ingenti. Una situazione che dura da oltre 3 anni, fanno sapere, più volte denunciata anche alla precedente amministrazione comunale “alla quale – dicono alcuni residenti – chiedevamo semplicemente di far rispettare le ordinanze in vigore, con i limiti previsti, ma che non ha mai sortito risultati”. Intanto i residenti hanno messo a conoscenza il neo sindaco di Trapani Giacomo Tranchida della situazione in cui versa quella parte del centro storico ed ora si attendono un concreto intervento risolutorio Le violazioni si toccano con mano, a parte quella norma che di fatto dovrebbe impedire la organizzazione di serate di intrattenimento musicale, spudoratamente pubblicizzate con tanto di annunci sulle pagine Facebook ma anche con locandine ben visibili, ma poi ci sono gli spazi pubblici che vengono occupati più del dovuto, tanto che ai residenti spesso è addirittura impedito di accedere nei parcheggi riservati o nei garage di proprietà. Situazione vivibilità se può andare bene per il turista o per gli avventori, non va certo bene per chi abita in quella zona e qualcuno di questi ha visto anche la fuga di chi in quella zona aveva preso case in affitto. Non è mai stata una elegante e accogliente “movida” ma un vero e proprio disturbo alla quiete pubblica, segnata da inosservanza di concessioni e licenze e delle norme. Nemmeno un ex generale dei carabinieri quale era il sindaco Vito Damiano e un ex magistrato come commissario straordinario, il dott. Francesco Messineo, sono riusciti a riportare legalità in questa zona del centro storico. Parlare poi solo di “inquinamento acustico” pare essere poca cosa, c’è altro. Nelle ore serali e notturne non farebbero mancare di farsi vedere in giro anche conosciuti pusher o noti acquirenti di cocaina. Adesso alcuni soggetti che si sentono padroni della piazza, liberi di spadroneggiare, e che ritengono di poter essere impuniti, se la dovranno vedere con un giudice.

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