Quattro cose da poter fare subito

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A giorni l’insediamento di Tranchida a Palazzo D’Alì, l’agenda è piena, pensiamo che alcune iniziative possono essere facili da fare

L’agenda è pronta. Per cominciare ad amministrare, e cambiare, Trapani , i temi per il neo sindaco Giacomo Tranchida non mancano. Rifiuti solidi urbani, porto, aeroporto, quelli più rilevanti, ma c’è anche il riordino della città, urbanistico e viario, organizzazione ricettività turistica, centro storico, trasporto pubblico urbano, verde pubblico, Biblioteca Fardelliana, Luglio Musicale, scuole pubbliche, per dire di quelle più importanti. Aggiungiamo Polo Universitario e quindi, Teatro “Tito Marrone”, quartieri popolari e lotta alle occupazioni abusive. Non dimentichiamolo, c’è anche la riattivazione dei cicli produttivi, agricoltura e piccola industria. E chissà se Trapani non possa conoscere la tanto agognata “zona franca”. A disposizione di Tranchida c’è una valente professionista esperta di politiche europee, la dottoressa Andreana Patti. Noi però oggi vorremmo parlare di quattro cosette che chiamiamo cosette perché sono facilmente affrontabili ma non sono cosette sotto il profilo dell’importanza. Vorremmo per esempio vedere “cancellata” la via della ignominia, la “via dei Grandi Eventi” inaugurata in fretta e furia alla fine delle gare preliminari della Coppa America del 2005, il grande evento che doveva segnare la rinascita del porto e invece da lì cominciò una incredibile discesa, una corsa irrefrenabile verso il baratro. Vuoi anche perché quel “grande evento” non fu l’affare della città, ma un affare per i soliti noti, mafia in testa. Vorremmo invece vedere individuate alcune strade da dedicare a persone che non ci sono più: una si chiamava Francesca Morvillo, la compagna del giudice Giovanni Falcone anche lei uccisa nella strage di Capaci del 23 maggio 1992; un’altra strada potrebbe essere dedicata agli agenti delle scorte uccise nelle stragi di mafia del 1992, con tanto di nomi poste nella targa. Poi noi non abbiamo dimenticato l’editore Salvatore “Licchia” Coppola. Iniziative per ricordare chi ha pagato con la vita l’impegno e chi invece si è fermato improvvisamente mentre stava dando un suo contributo alla cultura. A Falcone e Borsellino è dedicato oggi uno slargo all’interno del quartiere Portici proprio dove si affaccia un’area incolta, finalmente la si potrebbe espropriare e far nascere lì un parco della memoria nel nome di Falcone e Borsellino. Ecco sindaco Tranchida vorremmo che riesca a ritagliarsi dalli grandi cose il poco tempo che penso serva per cominciare a far cambiare Trapani anche in questo modo. Vorremmo poi che si possa ricordare qualche politico con la P maiuscola, pensiamo all’onorevole Vincenzo Occhipinti che fu sindaco di Trapani e da deputato regionale fu tra quelli che si adoperò a fermare la speculazione industriale sulle nostre coste. C’è da migliorare il ricordo per Mauro Rostagno, la sera in cui fu ucciso il Consiglio comunale dell’epoca continuò i suoi lavori senza fermarsi, uno sgarbo da sanare. E infine. Villa Margherita: speriamo che uno spazio all’interno dell’esedra, teatro all’aperto che tanti ci invidiano, ma della quale spesso noi non ci rendiamo conto della sua bellezza, possa essere trovato ad un busto dedicato al giudice Gian Giacomo Ciaccio Montalto, quel magistrato dal candido coraggio che della musica era un vero e preparato amante. E poi infine, la città che vide rifiutata la cittadinanza onoraria al prefetto Fulvio Sodano è giusto che oggi abbia una via, una piazza dedicata a quel prefetto “cacciato” via da Trapani per essersi opposto a quel potere che rappresentato dall’accoppiata D’Alì-Fazio speriamo oggi sa andato finalmente in archivio. La mafia spesso agisce attraverso segni, il corso di una cittadinanza responsabile altrettanto può anche essere fatto per segni, assieme alle azioni concrete su tutte le altre cose che non vanno e che ci costringono, assieme alla mafia, ai margini della vivibilità.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.