Il giorno dei “misteri”

1986

Trapani, al via la processione del Venerdì Santo, tra sussurri, litigi e clima poco pasquale. Saranno capaci i Santi a restituire serenità?

di Francesco Genovese

Dopo un’attesa lunga un anno, Trapani si appresta a rivivere la plurisecolare processione dei Misteri del venerdì Santo. Oggi alle 14 punto, i tamburi dell’unione maestranze apriranno il sipario alla rappresentazione della passione e morte di Gesù Cristo, tra i 18 gruppi e i due simulacri realizzati quattro secoli fa dai grandi artisti di un tempo, addobbati da fiori e antichi argenti, per snodarsi in un lungo percorso per le vie della città, tra un colpo di ciaccola e un altro, tra le tristi note delle marce funebri eseguite dalle bande, in un merge fatto di emozioni, bellezza e purtroppo anche pomposità: si perchè la processione dei Misteri un tempo ( e non c’è bisogno di andare molto lontano ), era decisamente più bella, magari un po’ più strampalata, ma sicuramente più semplice e quindi più bella.

Sulla buona riuscita di questa processione ci sono molti punti interrogativi visto che l’aria che si respira all’interno dell’unione maestranze è tutt’altro che buona: solite beghe da cortile, solite discussioni diranno in tanti; eppure una volta queste discussioni si racchiudevano all’interno della sede associativa per contenersi durante la processione. Adesso invece queste spaccature interne all’associazione che cura la processione dal 1974, si ripercuotono inesorabilmente sulla processione, tra personaggi ambigui che apparentemente sembrano spendersi positivamente per il bene della processione e che poi risultano essere degli astuti registi capaci di muovere le proprie pedine atte a scombussolare i già risicati equilibri interni. D’altra parte l’unione maestranze si trova sotto scadenza del mandato presidenziale e presto si riunirà per eleggere i nuovi vertici; considerando ciò, la marcata disunione all’interno dell’associazione è quasi giustificata. Ma fino ad un certo punto, considerato che i Misteri non appartengono a questi signori custodi della tradizione, ma appartengono all’intera città.

Ad avvelenare il clima non proprio positivo, l’episodio verificatosi martedì Santo dentro la chiesa del Purgatorio poco prima dell’uscita della Madre Pietà dei Massari. Vittima di questo episodio increscioso, il presidente dell’Unione Maestranze Vito Dolce che è stato attaccato da più componenti del comitato che curano la processione della Pietà dei Massari. I Massari si giustificano dicendo di aver invitato il presidente Dolce a non prendere parte alla processione, scatenando un inqualificabile e ingiustificabile gesto di ira che senza dubbio rimarrà negli annali come l’episodio più triste della storia recente del mondo dei misteri: quando si arriva alle mani, niente può essere giustificato. Vito Dolce, in seguito al comunicato che il comitato dei massari ha diramato agli organi di stampa, dichiara di non voler replicare alle loro dichiarazioni, lasciando la reale analisi dei fatti ai cittadini trapanesi e agli uomini di pubblica sicurezza ogni valutazione in merito. Si tratta infatti di una dichiarazione dove i massari inizialmente si dissociano dall’episodio violento, ma nello stesso tempo si giustificano dicendo di essersi sentiti provocati dallo stesso Dolce. La domanda dunque è: chi ha torto? il provocatore o chi reagisce con le mani?  Senza dubbio chi reagisce con le mani, anche perchè Vito Dolce in qualità di presidente (per l’ultimo anno) dell’Unione Maestranze, aveva il diritto e il dovere di presenziare in testa alla processione e dunque, tutto si è trattato tranne che di una provocazione.

L’edizione 2018 sarà dunque l’ultima con Vito Dolce presidente, che in questi anni è sicuramente stato oggetto di evitabili ripicche figlie di vecchi rancori apparentemente chiusi nei cassetti, che si sono ripercosse sul risultato finale delle processioni da lui gestite in questi anni. Sarà purtroppo così anche in futuro, quando ci saranno nuovi vertici e riaffioriranno altri rancori: tutto ciò sarà così fin quando la diocesi di Trapani non prenderà delle posizioni più ferme atte a frenare la prevaricazione, l’ignoranza e la prepotenza di certi personaggi che di anno in anno stanno danneggiando la processione dei misteri.

Chiusa questa parentesi, ritorniamo a parlare di cose un po’ più belle, ovvero il ripetersi di questa meravigliosa e unica processione per le strade della città.

I Sacri Gruppi subito dopo l’uscita, percorreranno alcune strade del centro (Corso Vittorio, Via Torrearsa, Piazza Saturno, Via Argentieri, Piazza Notai, Via Cuba, Via Sieri Pepoli e Via Garibaldi), per poi dirigersi verso via Fardella tramite le vie Osorio, Spalti e Piazza Vittorio, per poi arrivare fino all’incrocio di Via Marsala dove si effettuerà la sosta dei gruppi e lo sciogliemento di bande e processioni. Terminata la sosta, la processione inizierà la ripartenza verso il centro, con il solo suono dei tamburi per dare inizio alla notte dei misteri, ovvero il momento senza dubbio più bello è più suggestivo dell’intera processione, senza panze parate e pomposità.

I Sacri gruppi, dopo aver raggiunto la zona del porto peschereccio, si ricomporranno con bande e processioni per effettuare l’ultimo tratto del percorso fino alla chiesa del Purgatorio dove l’entrata del primo gruppo è previsto per le 8 di domani, con le ultime annacate, le ultime marce e le lacrime (a volte teatrali) degli addetti ai lavori fino all’entrata dell’Addolorata, a mettere un punto ad un’edizione che senza dubbio sarà oggetto di discussione per i mesi a venire.

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