Stato di agitazione della Polizia Penitenziaria di Trapani

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TRAPANI. Il Presidente della UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia Gioacchino Veneziano interviene con una lettera sullo stato di agitazione e il sit.in indetto per il prossimo 26 marzo davanti la Prefettura di Trapani, per manifestare “la situazione che vive il personale di Polizia Penitenziaria”.

“Noi, dall’alto della nostra esperienza abbiamo sempre cercato di rendere più basso il conflitto, poiché consci di un momento difficile per l’Amministrazione Penitenziaria, preferendo mantenere un profilo dialogante, evitando – scrive Veneziano – di esasperare l’ambiente auspicando in una cognizione da parte del Direttore e del Comandante di Reparto, quest’ultimo uomo di grande esperienza non solo nell’Amministrazione, ma addirittura nel campo della politica e del sindacato, visti i suoi trascorsi diffusamente conosciuti e mai obliati sia all’interno del carcere che all’esterno. Ma forse la posatezza della UILPA Polizia Penitenziaria rispetto l’aggressività di altri è stata vista come una possibile abdica azione del ruolo che la UILPA Polizia Penitenziaria ha sempre vestito, ragion per cui per effetto di questa nostra posizione duttile si sono viste consolidare le problematiche, probabilmente per fare metabolizzare le violazioni, cosi da renderle croniche quindi ordinarie e regolari. Tra le più palesi e persistenti violazioni, una risulta davvero intollerabile, è cioè quella di non trasmettere alle OO.SS tutte le attività organizzate dalla Direzione nei confronti dei detenuti, considerato che le stesse pesano sull’organizzazione, ovvero sui carichi di lavoro, quindi la non trasmissione degli atti e il mancato coinvolgimento dei rappresenti dei lavoratori.”

“La domanda dei lavoratori che noi rappresentiamo – continua – sorge spontanea: si può fare trattamento e sicurezza senza che l’amministrazione possa predisporre la presenza della Polizia Penitenziaria per vigilare sui detenuti? Se cosi fosse, deve essere chiaramente predisposto in un apposito ordine di servizio dopo l’incontro con le OO.SS di categoria deresponsabilizzando la Polizia Penitenziaria. Partendo da questo preambolo le segnaliamo le questioni che impongono a questa Struttura Regionale di mantenere lo stato di agitazione su espresso mandato di una forte rappresentanza in loco; 1. Elevazione di procedimenti disciplinari per futili motivi, violando il Dec.Leg.vo 449/92 in tema di contestazione e della gerarchia; 2. Mancata informativa alle OO.SS in ordine a processi riguardante l’organizzazione del lavoro ovvero i carichi di lavoro per quanto riguarda le attività scolastiche, trattamentali, ludiche, ricreative; 3. Mobilità interna ad “personam” senza l’informazione alla OO.SS e relativo obbligatorio esame congiunto; 4. Mancata esposizione del servizio programmato da almeno 5 mesi; 5. Mancato avviso ai lavoratori dell’avvenuto cambio turno ovvero del posto di servizio; 6. Nessuna data certa per il pagamento delle missioni dei mesi ottobre, novembre dicembre 2017 e febbraio 2018; 7. Mancato pagamento del lavoro straordinario obbligatoriamente imposto, poiché sforando il plafond previsto per i bimestri, si generano accantonamenti che determinano rabbia e frustrazione dei lavoratori costretti a questo impiego; 8. Mancate conferenze di servizio a cura del Comandante di Reparto; 9. Mancato ripristino della funzionalità dei cancelli automatizzati scandalosamente mai attivati pur in presenza dei fatti noti e gravissimi in capo ai lavoratori della Polizia Penitenziaria; 10. Mancato ripristino illuminazione esterna muto di cinta; 11. Scelta ad “personam” a cura del Comandante dei preposti; siffatta procedura non solo mortifica il personale più anziano con esperienza sul campo, ma a quanto dato saper la scelta dei più giovani sembra ricadere per taluni dirigenti sindacali; 12. Mancata sistemazione della sala regia escludendola dalla 2^ portineria; 13. Continuo impiego degli Assistenti Capo nella Funzione di Sorveglianza Generale nei turni serali e notturni; 14. Mancata indizione di appositi interpelli a cura del UST del PRAP per fare rimpiazzare gli operatori di Polizia Penitenziaria al NOTP che per effetto di richiesta volontaria di esonero, ovvero a fronte di pensionamenti hanno appesantito la carenza dell’organico previsto, generando gravissimi rischi per la sicurezza delle scorte e fortissimo stress operativo al personale di Polizia; 15. Mancata indizione di appositi interpelli per individuare i sostituti degli operatori di Polizia Penitenziaria addetti agli Uffici del NOTP di Trapani e mancanza di chiarezza nell’impiego degli stessi lavoratori addetti agli uffici nei servizi di traduzione, ovvero individuare le percentuali d’impiego di scorta. Pertanto – conclude –  premesso la UILPA Polizia Penitenziaria non parteciperà all’incontro indetto dalla Direzione della Casa Circondariale di Trapani previsto per il 19 marzo mantenendo lo stato di agitazione, preannunciando un Sit-In di protesta con volantinaggio ai cittadini, per lunedì 26 marzo alle ore 10.00 sotto l’Ufficio Territoriale del Governo di Trapani e conferire con S.E il Prefetto. Signor Provveditore, come vede siamo quasi all’età della pietra, anzi è stato addirittura segnalato atteggiamenti a dir poco un “autoritari” del Direttore che a quanto pare non disdegna di rimproverare con toni alti Poliziotti Penitenziari,ovvero di girare per l’Istituto senza la compresenza della Polizia Penitenziaria! Pertanto premesso, è davvero necessario un Suo Autorevole intervento, anche partecipando i Suoi Uffici di Staff alle attività di ripristino delle regole segnalate, fermo restando gli ultimi due punti di incombenza della V.S che necessitano anch’esse di un forte impulso risolutorio”.

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