Le maestre presunte violente restano sospese

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Il gip del Tribunale di Trapani ha confermato il provvedimento per tre delle quattro insegnanti indagate. Solo ad una è stata revocata la misura cautelare

Le opposizioni delle difese non hanno fatto breccia nel gip del Tribunale di Trapani, giudice Antonio Cavasino, che ha confermato le misure cautelari all’esito degli interrogatori di garanzia delle maestre sospese dal servizio nell’ambito di una indagine per maltrattamenti nei confronti dei loro allievi, studenti in una scuola elementare del circondario trapanese. Delle quattro maestre indagate e sospese, solo per una il gip ha deciso di dar ragione al difensore, revocando la misura, tutte le altre tre misure cautelari sono state confermate, e il giudice nel suo provvedimento ha continuato ad utilizzare la parola maltrattamenti quando invece qualche maestra sostenuta dalla difesa durante l’interrogatorio avrebbe parlato di sistemi educativi. Non possono definirsi sistemi educativi i comportamenti delle maestre finiti anche filmati dalle video camere piazzate in due classi elementari dalla Polizia: c’era chi veniva preso dalla maestra per l’orecchia, chi messo a sedere di forza sulla sedia o chi praticamente buttato fuori dall’aula, o ancora qualcuno veniva preso per il braccio piegato fino a farlo auto colpire al volto. E poi l’audio ha potuto registrare il modo sgarbato di appellare qualche studente, solo perché non in grado di percepire immediatamente il contenuto di una lezioncina. Per adesso le “lezioni” sembrano averle ricevute le insegnanti. Il giudice Cavasino con il suo pronunciamento ha dato anche torto ad un gruppo di genitori che con quelle maestre indagate hanno deciso di solidarizzare pubblicamente. Il giudice con il suo provvedimento ha fatto macerie di quel “castello di certezze” prodotte da qualche difesa che aveva messo in dubbio la bontà della denuncia che una insegnante aveva prodotto al dirigente scolastico, stanca di vedere quei comportamenti in classe, durante le ore di lezione, da parte delle sue colleghe. Era stata paventata la presenza di interessi da parte di questa insegnante, come il desiderio di trovare posto grazie alla sospensione delle colleghe, ma per fortuna le procedure di assunzione nella scuola pubblica non sono quelle che sono state paventate, la denuncia non può produrre occupazione. Sotto accusa era finita anche la polizia giudiziaria, e la magistratura, per lo scarso e inadatto materiale che sarebbe stato messo a disposizione delle difese, il gip ha verificato che il fascicolo del pubblico ministero conteneva e contiene tutto il materiale che costituisce prova. Quella che è sembrata essere una campagna contro l’azione inquirente e dei poliziotti della Squadra Mobile, che raccolsero la denuncia del dirigente scolastico che portò loro la relazione che aveva ricevuto al suo ufficio, si è quindi afflosciata dinanzi alle evidenze. L’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Francesca Urbani quindi ha ricevuto una seconda conferma dopo quella dell’emissione della misura cautelare. E va avanti.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.