Trattativa Stato-mafia, la Procura chiede condanne per Mori e Dell’Utri: “Sono colpevoli”. VIDEO

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La Procura ha chiesto pochi minuti fa le condanne per gli imputati. Le pene più pesanti sono state chieste per Leoluca Bagarella e per Mario Mori. Chiesti 12 anni per Dell’Utri. 

PALERMO. Sono state chieste poco fa le condanne per gli imputati del processo sulla trattativa Stato-mafia in corso davanti la corte di assise di Palermo nell’aula bunker del carcere ucciardone.

Nino Di Matteo, ha sottolineato, al termine della sua requisitoria, di “aver agito nell’interesse della verità, compiendo il nostro dovere di magistrati”.

Dopo le requisitorie dei pm Francesco Del Bene e Nino Di Matteo, il pm Vittorio Teresi ha chiesto le condanne per gli imputati: “Abbiamo unito tutti i tasselli. Sono colpevoli e vanno condannati” – ha dichiarato Teresi in piedi davanti alla corte.

“Abbiamo raggiunto la prova piena della responsabilità degli imputati, alcune le tessere di questa storia, sporche del sangue delle vittime delle stragi, si incastrano perfettamente. Questo è il nostro atto di accusa” – ha proseguito Teresi elencando le richieste di condanna.

L’accusa ha quindi chiesto 16 anni di reclusione per Leoluca Bagarella, 12 anni per Antonio Cinà, prescrizione per Giovanni Brusca, 12 anni per l’ex Senatore Marcello Dell’Utri, 15 anni per il generale Mario Mori, 12 anni per il generale Antonio Subranni, 12 anni per il colonnello Giuseppe De Donno, 6 anni per l’ ex Ministro Nicola Mancino accusato di falsa testimonianza, 5 anni per Massimo Ciancimino accusato di calunnia. Per quanto riguarda l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa per Massimo Ciancimino è stato chiesto il “non doversi procedere per intervenuta prescrizione”, così come per il collaboratore di giustizia Giovanni Brusca.

Nessuna richiesta di condanna per quello che sarebbe stato l’imputato principale del processo, il capo dei capi Totò Riina, in quanto deceduto il mese scorso.

Le richieste di condanna dei pm di Palermo:

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Emanuel Butticè
Emanuel Butticè. Castellammarese classe 1991, giornalista pubblicista. Laureato in Scienze della Comunicazione per i Media e le Istituzioni all’Università degli Studi di Palermo con una tesi sul rapporto tra “mafia e Chiesa”. Ama viaggiare ma resta aggrappato alla Sicilia con le unghie e con i denti perché convinto che sia più coraggioso restare.