Processo trattativa Stato-mafia, pm Teresi: “Riina venduto da Provenzano”

1669

PALERMO. “L’arresto di Riina fu frutto di un compromesso vergognoso che certamente era noto ad alcuni ufficiali del Ros come Mori e de Donno, fu frutto di un progetto tenuto nascosto a quegli esponenti delle istituzioni e quei magistrati che credevano invece nella fermezza dell’azione dello Stato contro Cosa nostra”. È quanto emerge dalla requisitoria del pm Vittorio Teresi questa mattina durante l’udienza del processo sulla trattativa Stato-mafia.

La cattura del boss corleonese Totò Riina sarebbe stato uno snodo della seconda fase della trattativa tra parte delle istituzioni e la mafia. A ripercorrere l’arresto del padrino, finito in manette nel 1993, è il pm Vittorio Teresi certo che Riina venne “consegnato” ai carabinieri dall’ala di Cosa nostra vicina a Bernardo Provenzano. Riina, con cui i militari del Ros imputati al processo avevano intavolato un dialogo finalizzato a far cessare le stragi, era ritenuto un “interlocutore” troppo intransigente. Perciò gli si sarebbe preferito Provenzano.

(ANSA)

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteLite ad Alcamo nei pressi della scuola San Giovanni Bosco
Articolo successivoRiconoscimenti nazionali ed Europei per i progetti del Vito Fazio Allmayer di Alcamo