Botta e risposta tra il Vice Sindaco Roberto Scurto e l’associazione Antiracket e Antiusura Alcamese

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ALCAMO. Continua il botta e risposta tra l’assessore, nonché Vice Sindaco, Roberto Scurto, e il Presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura Alcamese Vincenzo Lucchese. I fatti li abbiamo raccontati ieri in un nostro articolo.

Sempre ieri l’assessore Scurto, intercettato da noi, ci aveva dato una breve dichiarazione che ha poi ripubblicato sul suo profilo facebook rincarando la dose: “Dall’incontro avuto con il presidente dell’associazione antiracket di qualche giorno fa – scrive Roberto Scurto – ho appreso dell’intenzione da parte dello stesso di farsi rimborsare spese sostenute nel 2017 per conto dell’ente da lui rappresentato con residui di bilancio dell’anno 2015 violando palesemente principi di legge e normativa contabile. Questa amministrazione inoltre non ha tolto quest’anno fondi all’associazione antiracket in quanto non è stato previsto alcun contributo fisso da destinare a loro senza presentazione di progetti o iniziative che sarebbero stati accolti positivamente anche durante la stesura della programmazione di bilancio per il 2017. Se l’associazione presenterà progetti e iniziative per il 2018, ritenute valide dall’amministrazione, queste verranno inserite nel Dup e assicureremo adeguata compartecipazione alle spese in bilancio. Si ricorda – conclude – inoltre che il sottoscritto si è fatto promotore nell’assegnazione di un bene confiscato alla stessa associazione, da utilizzarsi come sede, superando complicati problemi burocratici che andavano avanti da anni. Ritengo fondamentale, inoltre, per la collettività che il comune e l’associazione collaborino proattivamente con progetti e iniziative utili per contrastare il fenomeno mafioso e dell’usura in un contesto così complicato come quello alcamese, programmando però per tempo le azioni da intraprendere.”

In merito il Presidente Lucchese, sempre su facebook ha risposto: “Mi sembra doveroso replicare alle accuse rivolte di aver richiesto violazioni di principi di legge e normative contabili, nella mia qualità di Presidente dell’Associazione Antiracket e Antiusura Alcamese. Nell’anno in corso –scrive Vincenzo Lucchese – l’associazione ha presentato due richieste di rimborso spese datate rispettivamente 01.02.2017 e 29.05.2017. Per la prima (con spese per il 2016 e 2017) è stata regolarmente accreditata la somma, mentre per la seconda non è stata data alcuna risposta ufficiale fino ad oggi, anche se nel corso degli incontri, ultimo con lei Vice Sindaco, ci era stata assicurata la soluzione del problema. Apprendo solo ora che avremmo dovuto presentare dei validi progetti per ottenere i finanziamenti, cosa questa che non ci è mai stata detta ne comunicata in risposta all’ultima richiesta di rimborso, inevasa da sei mesi. Dalle sue parole leggo che mi si accusa di aver chiesto di farmi rimborsare spese sostenute nel 2017 con residui del 2015, cosa ritenuta “in palese violazione con principi di legge e normative contabili”.
Allora mi chiedo: come mai non è stata rifiutata la prima richiesta del febbraio scorso comprendenti spese per il 2016 e 2017, forse che allora era legale? Mi duole leggere queste accuse, chiedere cose illegali non fa parte di me e mi offende, sia per il lavoro che svolgo e per la carica che mi onoro di rivestire nell’Associazione Antiracket e Antiusura Alcamese”.

Un botta e risposta che sui social ha acceso un dibattito, ma resta un fatto che non può essere tralasciato, ovvero il bene dell’associazione, degli associati e di tutte le vittime che in questi anni hanno trovato nell’Associazione un punto di riferimento. L’associazione, come spiegano i soci contattati da noi, ha una serie di costi non indifferenti da affrontare: su tutti quelli relativi alla sede (fideiussione e assicurazione) e alle utenze.