Fundarò (Pres. Associazione ECO): “Impianto di trattamento dei rifiuti di Gallitello un ulteriore attacco alla nostra salute e al territorio” dopo il caso Bertolino

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Si tratterebbe di un Inceneritore l’impianto di trattamento di rifiuti di c/da Gallitello

“Avevamo ragione. I nostri timori sull’impianto di trattamento di rifiuti di c/da Gallitello erano fondati”. Così inizia un comunicato di Massimo Fundarò, Presidente dell’Associazione ECO’!

E continua:

“La relazione tecnica di Legambiente Sicilia, consegnata in questi giorni al Sindaco di Calatafimi-Segesta Sciortino, stronca il progetto di Gassificatore presentato dalla Solgesta. Viene chiarito che ci troviamo di fronte ad un impianto di trattamento termico dei rifiuti (Gassificatore) rivolto alla produzione di Syn-Gas. Questi tipi di impianti sono dei veri e propri Inceneritori, come ha chiarito una sentenza della Corte di Giustizia Europea del 2010, e sono quindi assoggettati alla VIA ( Valutazione di Impatto Ambientale ) e non alla meno stringente AIA (Autorizzazione Integrale Ambientale) che la Solgesta, proprio in questi giorni, sta cercando di ottenere presso l’assessorato regionale competente.

Si evidenzia che l’impianto ha una potenzialità quattro volte maggiore del limite inferiore per cui scatta l’obbligo della VIA, e che i rifiuti trattati non riguardano solo la categoria R3 (Recupero di Materia) ma anche la R1 (Recupero Energetico), ulteriore motivo per il ricorso obbligatorio alla VIA.

Legambiente, in modo molto preciso ed articolato, sottolinea altre lacune fondamentali del progetto riguardanti la mancanza di documenti essenziali. La relazione di sintesi che deve essere presentata al pubblico, il quadro riassuntivo delle emissioni in atmosfera, la capacità di abbattimento dei metalli pesanti, la fine dei composti polinsaturi aromatici considerati ad ad elevatissimo rischio sanitario, non c’è nulla sul trattamento delle acque reflue e sull’impatto ambientale e sanitario della ricaduta del Syn-Gas prodotto dalle tre torce previste.

LA CONCLUSIONE E’ CHE NON CI SONO GLI ELEMENTI NECESSARI PER UNA AUTORIZZAZIONE.

Adesso, riteniamo, che al Sindaco Sciortino rimanga una sola via da percorrere: la revoca in autotutela del suo parere positivo espresso a favore dell’impianto. Solo un atto deciso e trasparente può mettere una pezza al comportamento, quantomeno avventato, tenuto fino ad ad ora. Un “Parere Postumo” richiesto dopo aver detto si e solo dopo le proteste ed i dubbi dell’opinione pubblica,è anomalo ed incomprensibile.

Noi, per quanto ci riguarda, presenteremo le osservazioni relative all’iter della concessione dell’AIA. Non mancando di sottolineare come da parte degli uffici regionali non siano stati rilevati questi gravi errori nell’individuazione della giusta e legale procedura autorizzativa.

Non possiamo tollerare questo ulteriore attacco alla nostra salute ed al nostro territorio, dopo quello, ancora in corso dell’inceneritore della Bertolino. Non consentiremo che qualcuno miri a trasformare questo meraviglioso pezzo di Sicilia,naturalmente vocato per l’agricoltura biologica e per il turismo sostenibile,  in una nuova “Terra dei Fumi””.

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