Ruggirello, dall’aula consiliare in cella

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Definitiva la condanna per concussione per l’ex consigliere comunale di Grande Sud e Forza Italia, funzionario dell’Agenzia delle Entrate

La condanna è diventata definitiva e da venerdì pomeriggio è in carcere Giuseppe Ruggirello, 59 anni, l’ex consigliere comunale pupillo del maggiorente regionale di Forza Italia Gianfranco Micciché, che nelle amministrative del 2012 lo volle candidato nelle liste di Grande Sud a sostegno dell’allora candidato sindaco Giuseppe Maurici. Ruggirello poi eletto transito’ in Forza Italia seguendo ancora Micciché. Ruggirello è stato condannato a tre anni e tre mesi per falso ideologico e concussione, sostegno elettorale e favori sessuali in cambio di favori da lui resi sfruttando il ruolo di funzionario dell’Agenzia delle Entrate. Una volta che la condanna è diventata definitiva, la Procura generale di Palermo ha emesso l’ordine di esecuzione, facendo così finire in cella il politico trapanese, ed ex presidente della sezione Fgci (federazione gioco calcio). Il ruolo criminale di Ruggirello venne accertato dai poliziotti della Squadra Mobile di Trapani nell’ambito della cosiddetta operazione  Matrioska. Due distinti i casi: l’aiuto fornito al titolare di una attività commerciale per evitare pesanti conseguenze economiche dopo un controllo fiscale, Ruggirello si mise a disposizione e la tangente in questo caso fu rappresentata dal sostegno elettorale che Ruggirello pretese in occasione delle amministrative del 2007. Sesso come tangenti era il secondo caso di concussione contestato al Ruggirello. Anche in questo caso era accusato di avere usato le proprie funzioni di impiegato presso l’Agenzia delle Entrate per “aiutare” il titolare di un locale a luci rosse. L’inchiesta della Squadra Mobile  mise in luce, nel capoluogo trapanese, l’esistenza di un giro di squillo, clienti importanti anche un noto avvocato del foro. Adesso però Ruggirello dovrebbe tornare libero grazie alla norma “svuota carceri”, il suo legale, l’avvocato Maurizio Sinatra si appresterebbe infatti a chiedere una misura detentiva alternativa a quella carceraria.

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Rino Giacalone
Rino Giacalone, direttore responsabile e cronista di periferia. Vive nel capoluogo trapanese sin dalla sua nascita. Penna instancabile al servizio del territorio e alla ricerca della verità.