Due cani uccisi a bastonate in un terreno sequestrato alla mafia ed affidato ad una cooperativa.

2069

bastonateCASTELLAMMARE DEL GOLFO – «Un gesto inaccettabile e di crudeltà inaudita. Condanniamo fermamente chi si macchia di tali vili azioni ed esprimiamo solidarietà alla cooperativa Unione delle famiglie. Vogliamo sperare che si tratti di un gesto ad opera di crudeli balordi». Lo afferma il sindaco Nicolò Coppola: in un terreno sequestrato alla mafia in zona San Paolo ed affidato temporaneamente alla cooperativa Unione delle famiglie, due cani sono stati brutalmente uccisi.

Il terreno sequestrato è stato temporaneamente affidato a cittadini con difficoltà economiche (la cooperativa è composta da circa cento famiglie) che lo renderanno un orto sociale.

«Il presidente della cooperativa, Stefano Ficalora, mi ha raccontato che si è trovato davanti una scena raccapricciante: un cane raccolto dalla strada perché investito ed una piccola cagnolina sono stati massacrati ed uccisi, forse a bastonate -prosegue il sindaco Nicolò Coppola-. Un gesto crudele nei confronti di animali indifesi». Qualche mese fa l’amministrazione comunale ha affidato alla cooperativa “Unione delle famiglie” un appezzamento di terreno di circa milleseicento metri che è stato ripulito e dovrà essere bonificato e predisposto per essere coltivato. Inoltre un altro terreno sequestrato, in contrada Pagliarelli, è stato affidato alla cooperativa perché lo ripulisca e lo utilizzi provvisoriamente qualche centro di prima accoglienza per animali. «Aree abbandonate che diventano risorse per la città ed i suoi abitanti, soprattutto quelli che necessitano di sostentamento –afferma il sindaco Nicolò Coppola- . I progetti con i soci della cooperativa, come “Nutrire la vita” predisposto dal Comune in collaborazione con il commissariato di Polizia di Stato e gli altri avviati, continueranno ad essere portati avanti».

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteA Salemi incentivi fiscali per chi apre un’attività nel centro storico
Articolo successivoVasto incendio nel parco archeologico di Segesta