Massimo Fundarò (Sel): “distrutte le Palme ad Alcamo, segno di un declino inarrestabile”

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Massimo-FundaroALCAMO. Il Segretario Regionale di Sel, Massimo Fundarò, con una lettera esprime tutto il suo rammarico per la situazione amministrativa alcamese. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sono state le condizioni delle Palme presenti in Viale Italia e vicino la Chiesa Madre. Di seguito riportiamo integralmente la nota:

Nell’anno e mezzo trascorso dalle mie dimissioni dalla giunta Bonventre – dichiara Massimo Fundarò – ho taciuto perchè ero consapevole che qualsiasi intervento critico poteva apparire come il classico risentimento dell’ex. Il risibile atteggiamento,visto fin troppe volte,di chi un attimo prima governa ed immediatamente dopo si trasforma in un implacabile oppositore. Anche se la mia uscita dall’amministrazione era stata conseguenza di valutazioni esclusivamente politiche,imposte dalla virata verso il centrodestra che il sindaco si apprestava a compiere e dall’impossibilità di condividere alcune scelte amministrative,ho sperato che la giunta Bonventre riuscisse comunque a non disperdere la tradizione di governo di centrosinistra che ha distinto Alcamo dal sindaco Ferrara in poi e che venissero mantenuti alti gli standard raggiunti in alcuni settori della pubblica amministrazione. Purtroppo così non è stato. L’ultimo episodio,in ordine di tempo,non il più grave ma certamente il più dolorosamente visibile,è la moria inarrestabile delle palme“.

L’ex Assessore punta il dito direttamente contro l’amministrazione comunale e la scelta di trascurare le palme cittadine. Secondo il suo punto di vista vi è una propria scelta politica di abbandono del verde cittadino.

Nel corso del mio mandato da assessore all’ambiente – prosegue Fundarò – avevo provveduto ad una continua e sistematica cura degli alberi,l’unico modo per riuscire a salvare dal punteruolo rosso,che ha desertificato ed alterato il panorama della nostra città,le palme di tutta Alcamo. Ero riuscito a contenere l’epidemia ed a salvarle quasi tutte.Dopo le mie dimissioni è stata fatta la discutibile scelta di interrompere le cure,perchè la modesta spesa necessaria non è stata ritenuta sostenibile. Il risultato è sotto gli occhi di tutti!Le palme sono morte ed adesso la loro rimozione e la sostituzione con altre specie arboree,costerà infinitamente di più di qualsiasi manutenzione precedente. Al danno economico si aggiunge quello estetico e……. sentimentale. Il viale Italia ha cambiato aspetto e si è imbruttito,le due palme che svettavano altissime accanto alla chiesa Madre hanno alterato,morendo,la percezione della nostra memoria,avevano sempre fatto parte di quel luogo. L’elenco è lungo e può continuare con le vistose assenze che ormai costellano tanti viali e giardini di Alcamo. Un danno che potava essere evitato,e che è stato provocato solo da una inammissibile politica di risparmio miope. La trascuratezza,l’approssimazione con cui viene governata Alcamo in questo momento è sconfortante,ed è segno di un declino che sembra inarrestabile“.

 

 

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Marcello Contento
Marcello Contento nasce a Palermo nel 1982, vive la sua vita tra la Sicilia e la Toscana. Giornalista, insegnante di economia aziendale e lettore incallito di Tex e Alan Ford.