Canzoneri si dimette da segretario del PD Alcamese

1914

Giuseppe CanzoneriALCAMO.  Non dura più di sette mesi l’esperienza del segretario Giuseppe Canzoneri alla guida del Pd alcamese. In una “sofferta” lettera indirizzata alla stampa e al PD, dichiara il suo rammarico per l’occasione mancata. Canzoneri venne eletto il 27 Ottobre del 2013, superando durante le primarie il giovane sfidante, in corsa alla segreteria democratica, Salvatore Cangemi (285 voti contro 178). Il segretario, durante le primarie, è stato sostenuto dal gruppo politico legato alle posizioni di Papania e Scala, mentre a sostegno di Cangemi c’erano i giovani democratici e il big bang alcamese.

Nella lettera di dimissioni, l’ex segretario, punta il dito contro gli individualismi di alcuni soggetti del partito e contro la “minoranza critica”. Questo il testo della missiva riportante le dimissioni:

L’appello lanciato dal sottoscritto alcune settimane fa per “provare a realizzare un partito plurale, di tutti e non di pochi, organizzato, rispettoso dei suoi organismi, capace di una progettualità politica condivisa, rinnovata e di svolta”, è stato “raccolto” a parole da tutte le correnti e i gruppetti che oggi lo frammentano, per svincolarsi alla prova del coinvolgimento. L’ impegno, i sacrifici personali per provare a discutere, a fare ragionare, con le buone prassi, la pacatezza, il confronto, la sintesi unitaria nella forma partito, calpestate per le sole esigenze individuali e di gruppi. Lo sforzo vanificato, dal perenne Congresso PD.

La “colpa” è stata quella di accettare l’incarico con generosità, spirito di militanza e speranzoso di contribuire nel cambiamento che avesse al centro l’etica politica, la legalità, il rispetto delle regole di partito e una sede come luogo dell’ IDENTITA’ organizzativa e politica.

Procedere è stato impossibile. Troppi individualismi e logiche correntizie. “Nuovi Baroni” di partito che “hanno occupato e occupano” ruoli nelle Istituzioni ma che si ostinano a scavare sempre più ampio e profondo il solco tra partito e società, nel vuoto che hanno prodotto dalle Amministrative 2012 in poi. Sintomatico è l’atteggiamento di “una minoranza critica” nel partito, da 20 anni al governo in città e che sta governando a livello nazionale, ma che cerca in modo spasmodico posizionamenti istituzionali e politici, scaricando le negatività prodotta dagli stessi sul Segretario Cittadino.

Il giustizialismo tanto alimentato in città per eliminare gli avversari politici, il suo approdo populista inscenato sulle sofferenze sociali dei cittadini non paga. Occorre riportare tutto alla politica e l’ Amministrazione Comunale, se vuole provare ad uscire dal pantano, deve con urgenza ribaltare la sua subalternità culturale dei Dirigenti.Noi ci abbiamo provato ad assolvere e risolvere, anche grazie al sincero sostegno di tanti iscritti e militanti ed aldilà delle scaltre “sfiducie”combinate e disposte da chi come Penelope, tesseva di giorno il sostegno mentre di notte lo disfaceva.

Il tempo è galantuomo. Ho consapevolezza piena di avere provato a fare tutto il possibile per evitare che il PD di Alcamo desse lo spettacolo indecoroso che solo alcuni “dirigenti” hanno voluto a dare». Non intendo più offrirmi a scudo dell’ipocrisia e della cristallizzazione politica che tra manuale cencelli e protagonismi personali calpestano la dignità del PD e della storia della sinistra, perciò lascio l’incarico.

 

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteGrandi opere e Cosa nostra. Confiscate le società associate al gruppo degli imprenditori Ciccio e Vincenzo Morici.
Articolo successivoGruppo 6 Gdo: il Tribunale vuole revocare l’amministratore Ribolla