Alcamo: La politica costa troppo e non è programmata

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ALCAMO. Avevano lanciato l’iniziativa qualche tempo fa su internet tramite i social network. Pronti a segnalare i problemi e a proporre le loro soluzioni gli associati di Modi stavolta scrivono direttamente alla corte dei conti in merito ai costi della politica alcamese.

I soli consigli comunali hanno un costo di 420 mila euro complessivi, di cui 260 per i gettoni di presenza e 160 come rimborsi ai datori di lavoro. Dallo studio dei documenti si evince anche che gran parte dei proventi dei consiglieri non derivano dal consiglio stesso ma dalla partecipazione alle commissioni, che costituiscono l’80% degli introiti dei consiglieri.

Ciò che Modi segnala è un danno derivante dalle commissioni convocate che spesso non raggiungono alcun risultato e che sono convocate quasi giornalmente per 12 mesi l’anno al punto da far raggiungere a molti consiglieri il massimo erogabile. Le commissioni che hanno diritto al gettone di presenza sono quelle permanenti e ad Alcamo parecchie vengono fatte con tale modalità senza alcun controllo o coordinamento con la presidenza del consiglio o con le altre commissioni. Spesso si fanno sopralluoghi, si eseguono inchieste e raramente si parla di provvedimenti da sottoporre al consiglio, mentre dovrebbe essere proprio quest’ultimo a chiedere con specifico mandato di fare queste ricerche.

“Le riunioni si concludono con un verbale che il più delle volte viene acquisito agli atti, inviato al sindaco e tutto si esaurisce in questa attività puramente burocratica e cartacea”- scrivono nella lettera alla corte dei conti.

Contriaramente a quanto dovrebbe accadere ad Alcamo sono i soli presidenti di commissione a convocare i colleghi per discutere gli argomenti o fare indagini.

A parere di Modi questa attività amministrativa viene eseguita senza programmazione e senza che il presidente del consiglio comunale ne sia preventivamente informato per coordinare i lavori.

Modi scrive ancora: “I costi elevati di questa attività amministrativa contribuiscono a imporre l’applicazione di una tassazione comunale con le aliquote al massimo consentito, con l’addizionale IRPEF al massimo, con l’aumento dell’IMU dal 4 al 5 per mille sulla prima casa e al massimo per le altre abitazioni, con gli oneri di urbanizzazione fra i più alti in provincia.

L’associazione MODi ha presentato al Presidente del Consiglio Comunale una segnalazione su questa violazione accompagnata da un nostro invito a proporre a tutto il Consiglio la delibera di una riduzione del valore del gettone di presenza del 70% (Allegato n. 6), ma fino ad oggi non sono stati intrapresi provvedimenti in merito.

“A nostro giudizio a partire dalla data di adozione del Regolamento e fino alla data odierna si è verificata la violazione di una norma statutaria (art. 12 comma 6) che ha provocato e continua a provocare un danno erariale notevole all’Ente, mediante il riconoscimento di gettoni di presenza non dovuti e per i quali chiediamo l’intervento delle Autorità preposte al controllo contabile degli Enti locali”.

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Simona De Simone
Simona De Simone, psicologa e psicoterapeuta. Divoratrice instancabile di libri e del buon cibo. Appassionata di scrittura e mamma di Alqamah sin dal principio.