Le richieste dell’Anci

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PALERMO- L’Anci Sicilia si è  riunita a Palermo per concertare strumenti adeguati a favorire ed incentivare la gestione associata dei servizi attraverso le Unioni di comuni o le Convenzioni. Bisogna che si garantiscano ai piccoli comuni, di popolazione inferiore a 5.000 abitanti, “un ammontare complessivo di contributi ordinari di parte corrente pari ad un quinto del Fondo ordinario di parte corrente al netto di tutte le riserve”, proposta da portare alla Regione Sicilia in sede di discussione sul bilancio. Inoltre, si avverte l’esigenza di semplificare i meccanismi istruttori relativi alla erogazione dei trasferimenti e pianificare in tempi rapidi una anticipazione delle prime due trimestralità del 2013. Queste le principali richieste avanzate dall’assemblea dei piccoli comuni al governo regionale e ai deputati regionali.
Inoltre, i sindaci dei piccoli comuni hanno sottolineato anche che alle significative riduzioni dei trasferimenti statali si è aggiunto il significativo ridimensionamento delle risorse del Fondo delle Autonomie Locali previsto dalla legge n. 9 del 15 maggio 2013.
Infatti, i ristrettissimi margini imposti dal Patto di Stabilità Interno, che da quest’anno interessano anche i comuni con popolazione da 1001 a 5000 abitanti, aggravano ulteriormente la grave situazione finanziaria in cui versano i piccoli comuni. Tale disposizione azzera di fatto il potere decisionale della Conferenza Regione Autonomie locali impedendo la possibilità che in quella sede vengano previsti criteri che tengano conto della specificità dei piccoli comuni.

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