Savallo, Canzoneri e Scala: il PD alcamese deve cambiare

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ALCAMO- Una lettera agli iscritti in cui si analizza il passato e il presente del Partito Democratico alcamese: così i firmatari della missiva, Peppe Canzoneri, Leo Savallo e Giacomo Scala, si rivolgono agli iscritti agli elettori e ai simpatizzanti. Il momento è difficile e il PD sembra vacillare a qualsiasi livello.
Gli ex consiglieri però tuonano: “Il silenzio non ci piace” riferendosi alle risposte che hanno riscontrato nei concittadini riguardo la politica attuata dallo stesso partito.

La lettera si avvia poi, ad una vera e propria analisi del passato :”In quest’ultimo periodo abbiamo potuto valutare e riflettere sulle tante cose accadute. Abbiamo visto vittorie trasformarsi in disfatte, certezze in dubbi , opportunisti in trasformisti. Di cosa vogliamo parlare? Di ideali? Di coerenza? Noi oggi non troviamo niente di tutto ciò nell’ azione politica del partito, e non siamo solo noi a dirlo”. In linea con le affermazioni della gente, i tre ex consiglieri evidenziano i riflessi di questa politica fallimentare nei risultati delle recenti tornate elettorali e penserebbero, piuttosto ad una riflessione da parte di chi, fino a poco tempo prima, era il timoniere di questa nave al fine di comprendere la “lenta ma inesorabile regressione del partito”.

Il problema coinvolge anche l’interno di questo partito, il quale viene accusato di tatticismo superficiale di fronte al bisogno di risposte: “Un partito che è sempre più distante dalla gente. Abbiamo evidenziato tutto ciò ma abbiamo trovato degli interlocutori “sordi” . Non è più il tempo di giochi, di ruoli, di tattiche dilatorie quando da più parti emerge una forte domanda di cambiamento per ritornare ad essere ” una di casa di cristallo”. In realtà abbiamo ricevuto null’altro che risposte approssimative e insoddisfacenti da parte di chi partecipa, al governo di questa città”.

Il nocciolo della questione si rivolge, infine ai rappresentanti del PD, all’interno dell’amministrazione Bonventre come richiesta “di occuparsi meno di strategie, di alleanze, di aspettative di ruoli, e di studiare invece un nuovo progetto per la città, che garantisca: i giovani, le famiglie, i pensionati e le imprese, da sempre volano principale dello sviluppo socio-economico”. Una sorta di tirata di orecchie pubblica che vuole ricordare i membri del Partito il coinvolgimento dei cittadini e degli iscritti, forse per lungo tempo dimenticato.

Infine, l’appello termina: ” Il partito Democratico deve ritornare ad essere punto di riferimento della gente, deve tornare ad essere catalizzatore delle istanze dei cittadini. Mai come ora serve senso di responsabilità, nei confronti di chi ci ha legittimato a governare questa città, mai come ora uomini , donne e giovani, con un nuovo patto generazionale, devono mettersi a lavorare per trovare prospettive sia politiche che di governo. Riteniamo la strategia del silenzio, un elemento probante e una sorta di ammissione da parte dei nostri uomini di governo e dei Dirigenti del PD che ancor di più certifica il difficile momento che il partito sta attraversando. C’è paura di un dibattito pubblico? non si vuole riconoscere la fragilità del momento? Qualcuno prima o poi dovrà rispondere e forse allora sarà troppo tardi”.
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