E per un attimo si pensò all’inizio di una svolta per Alcamo Marina

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ALCAMO- La notizia è circolata come un fulmine su Facebook attraverso i post degli amici o quelli degli amici degli amici. Le immagini parlano da sole: è stato abbattuto uno dei mostri di cemento che si incontrano lungo la spiaggia. Più che un vuoto l’abbattimento dell’ecomostro lascia un buco; un varco dal quale cominciano a filtrare una serie di speranze che la gente posta come commenti alle immagini.

Ma arriva subito chi, da buon guastafeste, tira i piedi di chi sognando aveva cominciato a volare in alto. Il motivo di questo abbattimento è stato effettuato solo per lasciare spazio ad un nuovo edificio; di conseguenza lo spiraglio aperto non è che momentaneo. Dunque cambia tutto, ma in realtà non cambia un bel nulla. Il pessimista, sostiene che “i due edifici, infatti, fanno parte del Piano Regolatore di Alcamo nella zona B6 dove gli interventi consentiti sono: la manutenzione ordinaria, la manutenzione straordinaria, la ristrutturazione edilizia così come definiti dall’art. 20 della L.R. 71/’78 nel rispetto della volumetria esistente; la demolizione e ricostruzione del volume esistente a parità di rapporto di copertura sul lotto di pertinenza e nel rispetto dei distacchi minimi obbligatori nel caso di ricostruzione non in sito. Inoltre, questi edifici sono stati realizzati con regolare concessione negli anni 70 prima che entrasse in vigore il vincolo di inedificabilità di 150 metri dal mare (legge del 1985), quindi non si tratta di una nuova edificazione, ma un intervento su un edificio esistente. In tutti questi anni sono rimasti degli scheletri non per problemi urbanistici, ma per problemi tra gli eredi che ora hanno risolto”.

Dunque, risolto il caso, si ritorna alla tranquillizzante e immutabile quotidianità che nulla cambia e nulla migliora. Purtroppo Alcamo Marina, tranne per pochi illusi, imparerà a prendere forma dalle belle parole spese sul suo conto. Alcamesi, non è stato nulla, solo un sogno.

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