Legambiente: fiori in Piazza Bagolino e Piazza della Repubblica trasformata in un grande parco

968

ALCAMO – Scambio di promesse e di idee tra il sindaco Sebastiano Bonventre e il circolo di Alcamo di Legambiente “Ludovico Corrao”.

Durante l’incontro, avvenuto lo scorso giovedì, il sindaco ha ribadito la sua volontà di chiudere sempre più il centro storico al traffico automobilistico, allo smog, al rumore e al frastuono di ogni genere; ha ribadito la sua volontà di non consentire che le ville comunali rimangano nell’abbandono o vengano privatizzate per scopi commerciali e speculativi; ha promesso che entro venti giorni il bus elettrico e le bici elettriche comunali saranno in funzione; ha promesso di intitolare a Ludovico Corrao la Pinacoteca del Collegio dei gesuiti; maggiore cura per le tematiche legate alla valorizzazione della storia e dell’arte della città.

Il circolo alcamese di Legambiente, oltre che dimostrarsi favorevole alla pronta realizzazione di tali volontà, ha anche avanzato alcune proposte, tra le quali quella di avviare dei progetti per rivalorizzare Piazza Bagolino e Piazza della Repubblica.

Piazza Bagolino, con il suo meraviglioso belvedere, necessiterebbe di un’importante riqualificazione estetica: fiori, panchine e giochi per bambini per consentire una più gradevole fruizione per i cittadini e per i visitatori.

Piazza della Repubblica invece, per Legambiente, dovrebbe diventare il parco del Castello: allargare i confini del verde, togliere i parcheggi e usare le strutture dell’autostazione per fini culturali (magari come cinema-arena comunale estivo), mettere alberi in tutta la piazza e realizzare un parcheggio sotterraneo.

“Il grado di civiltà di una città si misura dalla cura per il verde, questi spazi sociali servono per la crescita spirituale” si legge in una nota del presidente di Legambiente di Alcamo, Baldo Carollo. A tal fine, altre proposte sono state avanzate per apportare delle importanti migliorie alla nostra città: il Parco suburbano dovrebbe essere ampliato fino alla strada sottostante e fino al Santuario della Madonna dei Miracoli, curato e vissuto ogni giorno: vi si potrebbe progettare un grande roseto con tutte le specie del mondo e un ortobotanico simile a quello di Palermo. Infine, non devono essere dimenticati i due importantissimi edifici ormai quasi del tutto distrutti: il Castello di Calatubo e la prima chiesa madre di Alcamo, Santa Maria della Stella.

CONDIVIDI
Commenti Facebook
Articolo precedenteSalvare il tribunale: l’imperativo di Alcamo, Calatafimi e Castellammare
Articolo successivoTagliate le gomme dell’auto di Cristaldi
Eva Calvaruso
Eva Calvaruso, classe 1984, vive ad Alcamo, spirito da ventenne e laurea in Economia. Animo hippie e fan sfegatata di Guccini. Curiosità, passione e una continua ricerca della verità l’hanno spinta a diventare una giornalista.