Mogavero: dopo 45 anni la terra porta ancora le ferite del terremoto

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Anche la Chiesa ha ricordato il terremoto del Belìce con una  celebrazione eucaristica nella chiesa della Santissima Trinità, a Salaparuta. Alla funzione erano presenti diverse personalità della politica locale ed è giunta anche una lettera del Presidente Napolitano che invitava a provvedere ad un’azione responsabile al fine di ripristinare con celerità ed efficacia i tessuti sociali ed economici devastati. La lettera poi continua: “si operi affinché i processi di trasformazione del territorio siano realizzati con l’attenzione dovuta a sicurezza, incolumità, rispetto dell’ambiente e le sue insostituibili risorse”. Il vescovo di Mazara del Vallo, monsignore Mogavero ha ricordato la catastrofe avvenuta 45 anni fa e ha speso parole pesanti come le pietre sulla questione: “Qui la terra porta ancora i segni di quelle ferite profonde ma ancor di più l’animo di tanti suoi figli fu inaspettatamente e dolorosamente è stato segnato da quello sconvolgimento della terra che cancellò una storia, che ancora oggi non si riesce a riscrivere. Perché agli sforzi di tanti non è corrisposta l’adesione fattiva e solidale di chi avrebbe dovuto esercitare un’azione saggia e promozionale finalizzata a far diventare la tragedia della Valle una ferita del Paese, approntando con intelligenza progettuale le risorse per la ricostruzione strutturale dei paesi terremotati e soprattutto per ricostruire il tessuto umano e produttivo del Belice”.

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