Autogestione e occupazione

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ALCAMO. Molte scuole sono da giorni in occupazione o in autogestione per protesta contro le misure prese dal governo in questo periodo per ridurre le spese. La scuola è stata considerata un’azienda non produttiva , essendo non subito tangibili i risultati, ma non tenendo conto che la formazione è il futuro dell’azienda Italia. Con le ultime manovre si è tolta molta possibilità di partecipazione alla vita della scuola, sia da parte delle famiglie che da parte degli stessi studenti e loro non ci stanno. Le riforme vorrebbero la partecipazione alla vita scolastica di settori economici piuttosto che delle famiglie, ma il rischio che si corre e che si orientino verso interessi personali piuttosto che scolastici:qualcosa stile mondo pubblicitario.Altro grosso nodo è l’aumento del numero degli alunni nelle classi; la riduzione della spesa dovrebbe passare per la riduzione degli insegnanti e l’aumento degli alunni nelle classi con il risultato di classi pollai ed una minore possibilità di seguire gli studenti stessi, anche per questo si protesta.I motivi sono tanti e tutti molto validi.

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