Le regole non scritte delle elezioni

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Si parla sempre, in tivù, sui giornali, nel web, delle regole della democrazia e della loro importanza. Si fa a gara per scriverle o riscriverle, generalmente per ottenerne di più favorevoli alla propria parte politica oppure, in assenza di un vantaggio diretto, almeno per impedire che ne approfitti l’avversario più accreditato, secondo la imperante filosofia del “o me o nessuno”. In questo caso riferendoci alla gestione della cosa pubblica che generalmente dovrebbe toccare al vincitore della disputa elettorale. Le regole sono un punto importante sul quale mettersi d’accordo tutti, perché nessuna partita, disputa, guerra, competizione, gara e nemmeno una sfida a ciappelle (guardate sul sito dell’Associazione Ragosia 2000 se non mi credete) si può fare senza previo regolamento condiviso. La verità è però ben altra quando si tratta di elezioni; allora ci sono tutte una serie di regole non scritte che chiunque abbia partecipato conosce bene e applica sistematicamente. Ve ne presenterò di seguito un elenco di 10 con l’avvertenza che essendo un neofita dell’argomento, me ne sarà di certo sfuggita più di qualcuna. ELENCO DELLE REGOLE ELETTORALI NON SCRITTE 1)    Ogni candidato che si rispetti ha con sé un entourage di “convincitori” senza limiti di età, sesso, razza e specie animali. 2)    Il gruppo di “convincitori” è autorizzato a percorrere a piedi, in auto, in bicicletta o in gondola tutti i quartieri, le strade, i vicoli e le trazzere di campagna alla ricerca dei preziosi voti. 3)    Il momento migliore per fare campagna elettorale è durante il “silenzio elettorale”. 4)    I manifesti elettorali danno più impatto sui muri bianchi e in posizioni totalmente isolate, lontani dagli appositi spazi previsti perché lì tutti i volti si confondono e l’elettore non distingue. 5)    Chi appende per ultimo (e possibilmente sopra l’avversario) ha sempre ragione. 6)    Il furgone tappezzato di manifesti, casualmente il venerdì notte buca tutte e quattro le gomme proprio di fronte al seggio elettorale. Non si potrà più spostare fino al lunedì seguente. 7)    “Il normografo non è vietato, l’hanno sempre usato tutti”. 8)    Il vero nemico non è il candidato dell’altro partito, ma quello dello stesso che si deve superare anche di un solo voto, per cui la campagna elettorale si concentra per lo più nel parlar male di quelli che la pensano allo stesso modo. 9)    Il giorno delle elezioni i “convincitori” si attrezzano con automobili, furgoni, motociclette o carrozzine per andare a prendere per portarli al seggio, vecchi, invalidi, mutilati e persino i socialisti (che non sapendo ormai da tempo da che parte stare, altrimenti rimarrebbero a casa). 10) Dentro il seggio alla presenza delle forze dell’ordine sono permesse piccole spinte, generose pacche sulle spalle, sgambetti, cianchetti, pestoni, tiraemollabretelle, calcinculo, tirate d’orecchio (con la scusa del compleanno), finta sulle parti basse e colpo sul cozzo. Tutto nel tentativo di far ricordare all’elettore quale è il suo dovere, senza dare troppo nell’occhio.

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