Mobilita Palermo: il comune non può abbandonare il parco delle acque dei Corsari.

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PALERMO – Prendete il parco delle acque dei Corsari di Palermo, un’opera da 4 milioni di euro che da due anni giace in evidente stato d’abbandono. Aggiungete un gruppo di cittadini volenterosi ed un’associazione, “Mobilita Palermo”, che si occupa di recupero del territorio e delle coscienze civiche. Il risultato? Oltre a manifestazioni pubbliche, come quella del 17 Dicembre scorso, iniziative ancora più incisive. Come quella che si terrà giovedì 12 Gennaio alle 11 presso la Sala Rostagno di Palazzo delle Aquile a Palermo, che sarà la presentazione di una diffida formale per attivare una class action contro la pubblica amministrazione di Palermo, come previsto dal decreto legislativo 198 del 20 Dicembre 2009. Secondo questo decreto, infatti, “i titolari di interessi giuridicamente rilevanti ed omogenei possono agire in giudizio, nei confronti delle amministrazioni pubbliche e dei concessionari di servizi pubblici, se derivi una lesione diretta, concreta ed attuale dei propri interessi ”. Il caso del parco di Acque dei Corsari è emblematico di questa lesione: dalla conclusione dei lavori, appaltati dal Comune alla società Sering, per poco più di 4 milioni di euro, sono ormai trascorsi più di due anni, nessuno ha preso possesso del sito, e gli alberi che avrebbero dovuto creare la zona verde del parco, sono tutti seccati. L’ennesimo spreco di risorse pubbliche. E dire che è stato anche realizzato un impianto di irrigazione che corre lungo gli oltre quattrocento metri di costa che iniziano dal porticciolo della Bandita per finire all’altezza del bar del Bivio, a due passi dalla torre edificata nel ’500 per proteggere la costa dallo sbarco dei Corsari. Un lavoro gigantesco rimuovere i detriti del sacco edilizio, e mettere in sicurezza la collina di terra e pietre accumulate in trent’anni di saccheggio del territorio. Un lavoro necessario per impedire l’ulteriore sfaldamento della collina e la dispersione in mare di sostanze inquinanti.

Adesso tutto sembra lentamente tornare all’abbandono, ma Palermo si sta svegliando, e la sua gente non vuole più sopportare passivamente scempi di questo genere.

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