Come Wang-Fo venne salvato- Marguerite Yourcenar

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Il filosofo francese Gaston Bachelard diceva che la conoscenza della realtà parte dall’osservazione empirica che, a poco a poco, conduce ad un costrutto intellettuale. Egli stesso, però, continua asserendo che l’arte è l’unica cosa che parte da un potere costruttivo, la dimensione immaginativa, e la rinchiude in forme che rendono gli oggetti percezione di altri,  i quali tracciano la via per comprendere i fenomeni che ne stano alla base. E’ proprio questo ciò che avviene a Wang- Fo, anziano pittore medievale, protagonista del racconto di Marguerite Yourcenar. E’  la dimensione del vero e della percezione di esso che dà vita e nutre i quadri del pittore che, condannato per il suo stesso dono, è chiamato davanti all’imperatore che minaccia di ucciderlo. Un antico quadro mai completato, che l’imperatore aveva sempre osservato immaginandone il seguito, diventa la via di fuga di Wang- Fo che era divenuto una leggenda per la sua innata capacità di dar vita all’arte.

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