Dalì e la brutta gente che s’incontra tra gli “imprenditori”

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Il Senatore Dalì si difende nel processo in cui si indaga su rapporti tra mafia-politica e imprenditoria. “Tommaso Coppola (l’imprenditore di Valderice condannato per mafia) non frequentava la mia segreteria; è venuto in un paio di occasioni assieme ad altri imprenditori per parlare di progetti in campo turistico”. In più afferma di aver Vincenzo Mannina (imprenditore condannato per mafia) soltanto perché lo ha incontrato presso Confindustria. Ecco le parole del Senatore.  Allora è tutto chiaro, gli imprenditori non sanno chi tra loro è pulito, quindi non conviene frequentare Confindustria, eppure ultimamente Confindustria si è data delle regole molto ferree, ah vero ancora non si era nel periodo di fuori la mafia dall’imprenditoria.

Andiamo ad alcune vicende che sono oggetto del processo: secondo i magistrati, dal carcere, Tommaso Coppola, avrebbe chiesto al nipote Onofrio Fiordimondo di parlare con Iovino e di chiedere l’intervento del prefetto dell’epoca, Giovanni Finazzo, per far sì che la sua azienda continuasse a fornire materia prima alla “Calcestruzzi Ericina”, confiscata al boss Vincenzo Virga e in gestita da un commissario. Il Senatore Dalì avrebbe fatto da ambasciatore tra Iovino ed il prefetto.

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