Cooperative e Mafia, tutti assolti

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Nel 2000, un’indagine sui rapporti tra mafia e cooperative di “sinistra” portò all’arresto di molti dirigenti delle cooperative, in primo grado le pene furono pesanti e le accuse gravissime, come per esempio concorso esterno in associazione mafiosa. Cosa succede adesso, l’appello ha scagionato tutti, anche se ancora bisogna vedere le motivazioni della sentenza, perché tante volte  sentenze di assoluzione erano motivate lasciando molti dubbi sull’operato degli assolti.

Vediamo nel particolare le accuse: Cosa nostra, fin dalla fine degli anni ’70, travalicando i tradizionali canoni di scelta dei partiti di riferimento hanno cercato di estendere la propria influenza anche ai partiti della sinistra, Psi e Pci, in modo da giungere con queste forze politiche una sorta di pace. In cambio di questa pace le cooperative avrebbero ricevuto appalti pubblici e simili. A carico degli imputati la Procura portò le dichiarazioni del cosiddetto ministro dei lavori pubblici di Cosa Nostra, Angelo Siino, poi diventato collaboratore di giustizia. Grazie a Siino, gli investigatori ricostruirono il  sistema di spartizione degli appalti gestito dai clan. Il pentito parlò di “un’apertura a sinistra delle cosche” voluta soprattutto dal boss Bernardo Provenzano.

Sono passati 12 anni e tutte queste accuse sono cadute.

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Eros Bonomo
Eros “Libero” Bonomo, Giornalista siciliano, vive ad Alcamo, il cui lavoro è incentrato su Passione, Rispetto e Indipendenza, così da informare al meglio i cittadini. Grande “divoratore” di Dylan Dog, musica e libri, in particolare di storia politica. Motto: “Non sarai mai solo con la schizofrenia”.