“Acqua in bocca” di Lucarelli e Camilleri, un libro da leggere d’un fiato

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Nel 2005 Carlo Lucarelli e Andrea Camilleri partecipano ad un documentario e da li parte l’idea di collaborare ad un romanzo scritto a 4 mani. Nel 2006 cominciano a scambiarsi delle lettere, lettere che saranno poi il romanzo vero e proprio. Camilleri scrive attreverso il suo celebre Commissario Montalbano, Lucarelli risponde a nome della sua ispettrice bolognese Grazia Negri. Nelle lettere fioccano indovinelli ed enigmi, con la scusa di celare le comunicazioni tra i due, poichè l’indagine che stanno svolgendo non è esattamente autorizzata, nè di semplice risoluzione. La storia scorre veloce, sia perchè appassionante e corredata di immagini e documenti fittizi, sia perchè entrambi gli scrittori danno il meglio di sè e rendono la storia coinvolgente e leggera. Perchè allora l’idea partita nel 2006 si è conclusa solo a metà 2010? Come spiega lo stesso Lucarelli, non sono state poche le difficoltà a rispondere Camilleri che più di una volta ha stravolto l’ordine della storia e ha reso lo scambio come una sorta di partita a scacchi, un continuo misurarsi con le capacità dell’altro cercando di prevedere le mosse e rispondergli a tono. Nessuno dei due esce sconfitto in questa lotta a colpi di penna ne esce fuor, piuttosto,i un libro davvero brillante che mette in luce tutte le capacità e lo spirito creativo tanto di Camilleri, quanto di Lucarelli.
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Simona De Simone
Simona De Simone, psicologa e psicoterapeuta. Divoratrice instancabile di libri e del buon cibo. Appassionata di scrittura e mamma di Alqamah sin dal principio.