Scontro tra Musumeci e opposizione sul “voto segreto”

Pubblicato: venerdì, 8 novembre 2019
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Il Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, richiede di abrogare il "voto segreto", le opposizioni lo criticano aspramente

"Il governo regionale non andrà più in Aula fino a quando non sarà abrogato il voto segreto", inizia così una nota del Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in riferimento alla questione "voto segreto". Inoltre lo stesso Musumeci fa sapere che ha già chiesto ai rappresentanti del centrodestra nella Commissione regolamento all’Ars "di richiedere la formale convocazione dell’organo per procedere di conseguenza", una volontà che è stata già espressa al presidente del Parlamento, Gianfranco Micciché.

Questa la reazione di Musumeci dopo che l'Assemblea Regionale Siciliana aveva bocciato, operando con il voto segreto, il primo articolo della "riforma rifiuti".

La proposta di modifica del regolamento per il "voto segreto" da parte del movimento de Presidente Musumeci

 

Nello specifico la proposta ufficiale di modifica del regolamento interno sollecitata dal gruppo parlamentare di Diventerà bellissima all'Ars con i propri deputati - Alessandro Aricò, Giusi Savarino, Giorgio Assenza, Giuseppe Zitelli e Pino Galluzzo  particolare prevede l'abolizione del voto segreto all'Ars, prevederebbe l'abolizione del voto segreto sui disegni di legge di riforma, approvazione di bilanci e consuntivi e relativi emendamenti, nonché su tutti quelli che comportino aumenti di spesa o diminuzioni di entrate, indichino i mezzi con cui farvi fronte, o comunque "appostazioni" di bilancio. In sintesi una proposta che porta l'Assemblea Regionale Siciliana ad adottare regole simili a quelle in vigore per Camera e Senato.

La reazione delle opposizioni alla presa di posizione del Presidente Musumeci. Partito Democratico e Movimento 5 Stelle

 

La reazione delle opposizioni non si fanno aspettare, infatti il Deputato Regionale Claudio Fava dichiara: “Il governo regionale ha scelto la strada dello scontro in aula ed oggi esce sconfitto grazie alla propria debolezza mista a supponenza.  La verità è che il disegno di legge sulla governance dei rifiuti era confusionario e inadeguato, come dimostra la lunga teoria di emendamenti presentati dallo stesso governo, e soprattutto non affronta nessuno dei temi strutturali sul tema della gestione dei rifiuti".

Il parlamentare regionale del Partito Democratico, Antonello Cracolici commenta le parole di Musumeci così: "Musumeci annuncia l'Aventino. Dopo quasi un secolo in cui i sui padri politici costrinsero l'opposizione ad abbandonare il Parlamento. Adesso e' lui ad annunciare l'abbandono del Parlamento siciliano per reagire contro l'opposizione. Ridicolo! Fa prima a dimettersi e' ormai evidente che non e' adeguato a governare la Sicilia".

Ancora più dura la reazione del Movimento 5 Stelle che paragona Musumeci ad un "bambino prepotente che quando non può vincere la partita  porta via il pallone, impedendo ai suoi compagni di giocare. Abolizione del voto segreto o   paralisi di sala d'Ercole è un aut aut inaccettabile in un contesto democratico, specie se si ricorda che proprio Musumeci ed il suo gruppo, nella scorsa legislatura, votarono contro l'abolizione di questa modalità di voto”.

“È comodo – afferma il capogruppo Francesco Cappello - cercare di fare retromarcia sulla strada della coerenza, pur di mantenere assieme i cocci di una maggioranza a pezzi e di tenere in vita un governo sempre più comatoso e incapace di cavare un ragno dal buco. La verità è che il flop della legge sui rifiuti  non è che la ciliegina sulla rancida torta di fallimenti di un esecutivo che sta portando a fondo la Sicilia”. “Per quanto ci riguarda- conclude Cappello – non non siamo contrari all'abolizione del voto segreto, tant'è  che abbiamo presentato da mesi la proposta di modifica della modalità di voto. Se il voto segreto c'è comunque lo usiamo e non certo per nascondere i nostri voti, ma per evidenziare la falle di una maggioranza che è tale solo sulla carta”.

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