Operazione “Scrigno”, indagini chiuse

Pubblicato: venerdì, 18 ottobre 2019
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I sostituti procuratori della Dda di Palermo, Camilleri e De Leo, hanno chiuso le indagini dell’operazione “Scrigno” che nel marzo scorso ha visto i Carabinieri del comando provinciale di Trapani eseguire 25 misure cautelari, in generale per i reati di associazione mafiosa,  scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento.

Si tratta dell’inchiesta che ha permesso alla Procura antimafia di Palemo di ricostruire, grazie all’inchiesta condotta dai Carabinieri, l’organizzazione più recente del mandamento mafioso di Trapani, mettendo in luce in particolare la gestione di faccende politico elettorali. Tra le novità anche quella di una cosca mafiosa presente sull’isola di Favignana. Tra gli arrestati ci furono Franco e Pietro Virga, non nuovi per le indagini antimafia, figli di Vincenzo, capo del mandamento mafioso fino al 2001, l’ex consigliere comunale Franco Orlando, già condannato per essere stato uomo d’onore riservato della cosca agli ordini del latitante Matteo Messina Denaro, l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello ed ancora l’ex assessore comunale a Trapani (Giunta sindaco Damiano) Ivana Inferrera e suo marito l’imprenditore Ninni D’Aguanno. L’avviso di conclusione delle indagini ha così riguardato assieme ai Virga, Orlando, Ruggirello, Inferrera e D’Aguanno tutti gli soggetti a suo tempo arrestati e cioè Michele Alcamo, Diego e Salvatore Angileri, Biagio Bianco, Nino Buzzitta, Pietro Cusenza, Vito D’Angelo, Vincenzo Ferrara, Vito Gucciardi, Mario Letizia, Michele Martines, Francesco Paolo Peralta, Giuseppe Piccione, Francesco e Leonardo Russo, Carmelo Salerno, Filippo Tosto, Stelica Jacob. Ma l’avviso di conclusione indagini riguarda anche altri soggetti non raggiunti da misura cautelare, e cioè il prof. Franco Todaro, braccio destro dell’on. Paolo Ruggirellol’attuale consigliere comunale di Erice Alessandro Manuguerra e suo padre Luigi Manuguerra, l’ex consigliere provinciale di Forza Italia Vito Mannina. Ed ancora Tommasa Di Genova, Giuseppa Grignani, Marcello Pollara. Insomma quella che qualcuno ha definito, in maniera pericolosamente improvvida, indagine quasi inconsistente, guardando al fatto politico elettorale e cioè che i candidati che in diverse competizioni elettorali sono stati sostenuti dalla mafia trapanese, senza alcun risultato positivo, da marzo ad oggi ha visto allargarsi su altri soggetti che a Cosa nostra si sarebbero rivolti, come sarebbe il caso dei Manuguerra e dell’ex consigliere Mannina, padre di Simona, attuale consigliere comunale ad Erice.

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