Nicastri ammette mazzette, Arata smentisce

Pubblicato: venerdì, 6 settembre 2019
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Di Francesco Patanè *

Vito Nicastri e Paolo Arata, ieri mattina si sono ritrovati per la prima volta di nuovo faccia a faccia dopo gli arresti e lo scoppio dello scandalo sull’eolico che ha portato all’arresto di entrambi. Davanti al gip Guglielmo Nicastro nell’incidente probatorio voluto dal sostituto procuratore Gianluca De Leo e dall’aggiunto Paolo Guido, l’ex re dell’eolico e il professore genovese, consulente della Lega per i temi energetici, hanno tentato di screditare uno la versione dell’altro.

Nicastri, che da qualche settimana ha scelto di collaborare con gli inquirenti, ha confermato l’esistenza di una mazzetta da mezzo milione di euro ai funzionari regionali, centomila subito e il saldo ad affari andati in porto. Una provvista illecita che anche Arata avrebbe contribuito a creare. “Sei un bugiardo, stai mentendo”, ha commentato Arata mentre, senza alcun incertezza, Nicastri confermava le accuse e i destinatari delle mazzette.

Nicastri durante l’incidente probatorio ha ricostruito il ruolo di facilitatore del funzionario regionale Giacomo Causarano per il pagamento delle mazzette al dirigente Alberto Tinnisello, responsabile dell'ufficio che avrebbe autorizzato la nascita degli impianti di energie alternative.

*Fonte La Repubblica Palermo

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