Non solo musica ad Alcart: i pomeriggi culturali

Pubblicato: domenica, 25 agosto 2019
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ALCAMO. A poco più di una settimana dal termine proviamo a ripercorrere i tre pomeriggi culturali che hanno caratterizzato la manifestazione Alcart: Legalità e Cultura, giunta ormai alla sua decima edizione. La manifestazione che ha assunto la forma del festival musicale ha saputo farsi spazio nel panorama regionale e nazionale ma ha mantenuto i contenitori culturali che l'hanno caratterizzata sin dalle sue origini. Alle ormai consuete mostre, conferenze e presentazioni presso il Caffè Nannini si sono aggiunti negli anni le mostre nel Chiostro di San Francesco e lungo il corso VI aprile, le esibizioni (musicali e di danza) presso la chiesa dell'Annunziata e il cinema in piazza Ciullo, tutti eventi che hanno registrato una buona partecipazione di pubblico, segno che la manifestazione ha saputo offrire linguaggi e registri diversi ma ugualmente apprezzati.

A seguire un breve sunto di ciò che è accaduto al Caffè Nannini nei giorni dell'11, 12 e 13:

Domenica 11 Agosto

Ad aprire la manifestazione la presentazione del libro "Come ape e fiore, sui passi di Danilo Dolci" di Vincenzo De Paola e Vanessa Leone,  un momento di ricordo e commemorazione di una figura spesso dimenticata ma di enorme spessore umano e pedagogico quale è stato Danilo Dolci. A moderare l'incontro Fulvio Catalanotto che ha spinto gli autori a raccontare aneddoti sul libro e sulla figura di Dolci che hanno appassionato il pubblico e permesso di raccontare anche al pubblico ricordi ed esperienze. A seguire la conferenza "Un mare di plastica: l'Era Moderna" che ha visto la partecipazione (in chiave di organizzatore) di Thàlia Aps e dell'associazione Donne di Mare Ets. Ad intervenire Manuela Dara, ecologa marina fautrice proprio dell'associazione e dell'incontro, che si è posta da ponte e guida tra Paola Gianguzza, docente di Biologia, e Daniela Mainenti, docente di diritto. La conferenza ha messo in luce sia gli aspetti legali che quelli prettamente biologici del tristemente noto problema dell'inquinamento da plastiche nel mare. Un approfondimento non banale di una questione forse non ancora sufficientemente dibattuta, considerato lo stato delle nostre spiagge e mari e le abitudini di consumo della maggioranza della popolazione.

Lunedì 12 Agosto

La seconda giornata ha visto il toccante intervento di Pietro Bartolo, spesso ricordato come il Medico di Lampedusa, che insieme a Lidia Tilotta, giornalista, ha portato al pubblico alcamese l'esperienza di frontiera che si vive sull'isola che accoglie quasi giornalmente l'arrivo di nuovi migranti in condizioni disperate. Le immagini hanno permesso di dare ulteriore peso alle parole dei due autori di Lacrime di sale, il libro che racconta l'esperienza lampedusana di Bartolo. Ad accompagnare Tilotta e Bartolo l'intervento di Fausto Melluso, dell'Arci regionale, che ha raccontato del proprio impegno a favore di Mediterranea, che proprio di migranti e aiuto umanitario si occupa. Hanno partecipato al dibattito anche Nino Randazzo e Nuccia Cammara che hanno curato la mostra fotografica che documenta la storia quotidiana di Lampedusa e degli sbarchi (mostra che era possibile vistare lungo il corso VI aprile nei giorni della manifestazione).

Martedì 13 Agosto

L'ultima giornata di dibattiti si è aperta con l'intervento di Fridays for Future ed Extinction Rebellion che hanno portato la riflessione sulla deriva climatica che sta vivendo il pianeta al pubblico di Alcart. Queste associazioni alcamesi presenti da qualche mese nel territorio sono state presente anche durante le altre giornate di Alcart con installazioni e performance volte proprio a sensibilizzare sulla questione. A seguire sono intervenuti in un dibattito che è partito dal libro "Liberati della brava bambina" l'autrice Maura Gancitano, il gruppo 300 di Alcamo, sezione locale di Amnesty International, e l'Avvocato Cavarretta in rappresentanza della camera penale di Trapani. Il dibattito è partito dalle riflessioni sulla questione femminile che viene sviscerata nel libro per proseguire con una delle battaglie di Amnesty, che la camera penale di Trapani ha fatto sua, per Nasrine Soutoudeh, l'avvocata iraniana accusata di aver difeso i diritti delle donne nel suo paese.

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