Pietro Bartolo: i migranti sono persone

1969

Chi vota Salvini non è  gente cattiva, sono persone cattivamente informate. L’Italia non è quella che stiamo vedendo  adesso. E’ la politica che deve cambiare le cose non con le bugie, ma con il servizio per la collettività.

Una breve intervista a Pietro Bartolo, medico di Lampedusa, da quasi trent’anni impegnato in prima linea nei soccorsi e le visite ai migranti che, dopo un lungo viaggio della speranza, tentano di sbarcano sull’isola. Per Bartolo “Lampedusa è la porta del continente, ma la casa resta l’Europa”.

Pietro Bartolo è  laureato all’Università di Catania in Medicina, specializzato in ginecologia. Dal 1988 è responsabile del gabinetto medico dell’Aeronautica militare a Lampedusa, nel 1991 è ufficiale sanitario delle isole Pelagie. Nel 1993 diviene responsabile del presidio sanitario e del poliambulatorio di Lampedusa dell’ASP di Palermo.  Dal 1992 si occupa delle prime visite a tutti i migranti che sbarcano a Lampedusa e di coloro che soggiornano nel centro di accoglienza. Nel marzo 2011 è stato nominato coordinatore di tutte le attività sanitarie nelle Isole Pelagie. Nel 2013 è stato in prima fila nei soccorsi ai sopravvissuti della strage del 3 ottobre, quando su 500 migranti persero la vita 368 persone. Prende parte al film documentario Fuocoammare di Gianfranco Rosi, che nel febbraio 2016 ha vinto l’Orso d’oro al festival di Berlino, e ha ottenuto una candidatura nella categoria “Miglior Documentario” agli Oscar 2017. Oggi, in occasione delle elezioni europee del 2019 è candidato nelle liste del Partito Democratico per le circoscrizioni Italia centrale e Italia insulare.

Di Eros Bonomo e Marcello Contento