L’incredibile storia di due giovani eroi che hanno salvato la vita ad un uomo nel fiume San Bartolomeo tra Castellammare del Golfo e Alcamo Marina

Pubblicato: sabato, 27 aprile 2019
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Quella del 25 Aprile 2019, non è stata una giornata qualunque per due giovani ragazzi siciliani. Lei si chiama Rossella Accardo, 27 anni, di Alcamo, infermiera professionista. Lui Salvo Parrucca, 42 anni, di Palermo, operatore socio assistenziale. Due strade divise che a breve troveranno un unico destino: diventare due piccoli eroi.

La storia si sviluppa nella cornice della provincia di Trapani, lungo il tratto di fiume che separa la città di Castellammare del Golfo con quella di Alcamo. Alle ore 15:10, Rossella, mentre si trova a bordo della sua auto si accorge di una situazione poco chiara: un uomo è finito nel fiume San Bartolomeo. Non ci pensa due volte. Accosta l’auto, si rende immediatamente conto del pericolo, e invita un altro ragazzo a scendere giù nel fiume insieme a lei: “Te la senti di venire con me? – domanda Rossella”. Ed ecco che entra in scena Salvo, anche lui accortosi della situazione di pericolo mentre viaggiava in auto con degli amici. “Si, andiamo – risponde Salvo”.

Rossella conosce bene queste situazioni, ha una lunga esperienza sul 118 e una forte indole nel pronto intervento. Salvo è un grande professionista nel suo lavoro, sensibile e con una forte spiritualità dovuta all’ appartenenza alla sua comunità ebraica di Palermo. Lui si affida completamente a lei e trovano subito l’intesa giusta.

Entrambi si tuffano nel pericoloso fiume San Bartolomeo e dopo pochi secondi riescono a trascinare a riva l’uomo, ormai esanime. Rossella inizia le manovre rianimatorie polmonarie e dopo venti minuti di grande professionalità e coraggio, riesce miracolosamente a far riprendere i sensi all’uomo. Accanto a lei gli occhi increduli del suo compagno di viaggio, Salvo, sempre attento e pronto ad intervenire in qualsiasi momento. Dopo aver posizionato l’uomo in posizione laterale di sicurezza ed averlo aiutato a buttare via tutta l’acqua che aveva in corpo, i due si abbracciano soddisfatti e si rivestono. Del tutto inconsapevoli di essere diventati due eroi. Eroi del quotidiano.

“E’ la mia professione – commenta Rossella alle prime domande dei giornalisti”. “Ho fatto tutto istintivamente, senza pensarci due volte – risponde Salvo”. Emozioni condivise anche dalle mamme dei due ragazzi. “Siamo orgogliosi di loro – esclamano”. Così come lo siamo tutti noi, perché dall'esperienza di Rossella e Salvo arriva il richiamo alla nostra essenza più bella: quella dell’umanità.

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