Artemisia, liberi Chiofalo e Corso

Pubblicato: venerdì, 12 aprile 2019
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Il Tribunale del Riesame continua a rimettere in libertà i fermati dell’indagine sulla massoneria segreta e intanto i penalisti palermitani attaccano il Sen. Morra presidente della bicamerale antimafia. E intanto spunta il numero delle pratiche truccate all’Inps di Trapani

Le ultime notifiche arrivate in Procura a Trapani dal Tribunale del Riesame di Palermo sono di ieri pomeriggio. Continuano le scarcerazioni, per incompetenza territoriale, degli indagati dell’operazione Artemisia. Nell’indagine sulla massoneria segreta e su una loggia coperta di Castelvetrano, ultimi in ordine di tempo a tornare liberi sono stati l’ex vice sindaco Enzo Chiofalo e il salemitano Arturo Corso. Oggi sono attese le ultime decisioni, riguardanti l’ex deputato Giovanni Lo Sciuto, ritenuto dai pm di Trapani il capo della loggia massonica segreta e l’ex sindaco Felice Errante. Nei giorni scorsi era tornato libero anche il massone braccio destro di Lo Sciuto, Giuseppe Berlino. In Procura a Trapani intanto non si registrano posizioni che possano fare intendere arretramenti sulla competenza, anzi tutt’altro. Le attività istruttorie proseguono ed è sempre in agenda la possibile convocazione come persona informata dei fatti dell’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano.   Dal Viminale sarebbe partita la soffiata arrivata a Lo Sciuto di una indagine nei suoi confronti, indagati per questo sono il capo della segreteria di Alfano, Macchiarola e l’ex presidente dell’Ars, Francesco Cascio. Intanto, come riferisce l’AdnKronos, è scontro tra i penalisti palermitani e il presidente della commissione nazionale antimafia, senatore Morra, dopo le dichiarazioni rese martedì a Trapani, dopo un incontro in prefettura con prefetto, magistrati, e forze dell’ordine. Quella di Morra è stata “una indebita e illegittima invasione di campo" così è stata definita dalla Camera penale di Palermo. "Apprendiamo da alcuni organi di stampa che il Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, in ordine alla questione di incompetenza territoriale del Tribunale di Trapani rilevata dal Tribunale del Riesame di Palermo nell’indagine denominata 'Artemisia' , avrebbe dichiarato “riteniamo che si possa recuperare al più presto. La Procura non può certo rimanere inerte” - dice il Presidente della Camera penale Fabio Ferrara - Tale espressione costituisce una illegittima ed indebita invasione di campo. I provvedimenti giurisdizionali quando non si condividono si impugnano secondo le regole previste dal Codice di rito. Ogni ulteriore attività tendente ad orientare un qualsiasi procedimento giurisdizionale si pone in netto contrasto con la cultura della giurisdizione e con i principi dello Stato di diritto". Martedì scorso Morra, in visita nel Trapanese, parlando della scarcerazione di alcuni indagati nell'ambito dell'inchiesta sulle logge massoniche scoperte a Castelvetrano, avvenuta per "incompetenza territoriale", aveva spiegato: "Riteniamo che si possa recuperare al più presto; la Procura di Trapani non può certo rimanere inerte". Lo scorso 21 marzo vi furono 27 arresti nell'ambito dell'operazione coordinata dalla Procura di Trapani, dichiarata dal Tribunale del Riesame non competente territorialmente. Oggi la denuncia della Camera penale di Palermo. Sul fronte investigativo emerge un dato inquietante, sarebbero oltre 500 le pratiche di concessione di invalidità deliberante sotto l’occhio vigile della massoneria segreta di Castelvetrano.

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