Corruzione in atti giudiziari

Pubblicato: giovedì, 7 febbraio 2019
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Quattro arresti decisi dal gip del Tribunale di Roma: in manette l'ex presidente Cga De Lipsis, coinvolto in "Mare Monstrum"

di Rino Giacalone*

C'è anche il nome dell'ex presidente del Cga Raffaele De Lipsis tra gli indagati finiti in manette oggi nell'ambito di una indagine della Procura di Roma. L'ex giudice De Lipsis è pure imputato dinanzi al gip di Tribunale di Trapani, giudice Piero Grillo, nel contesto del procedimento denominato "Mare Monstrum", la cosiddetta "tangentopoli del mare". De Lipsis a Trapani è imputato di traffico illecito di influenze, assieme all'ex deputato regionale ed ex sindaco di Trapani Girolamo Fazio, imputato anche di altri reati di natura corruttiva. Fazio avrebbe contattato De Lipsis per pilotare, sostiene l'accusa, una sentenza a favore della Liberty Lines, e a sfavore della Regione Siciliana. Nel corso dell'ultima udienza il legale di De Lipsis, avv. Fiorello, ha sollevato al gip Grillo la questione circa la competenza territoriale: il legale ha sostenuto essere Roma la sede naturale del procedimento. Il 21 marzo il gip depositerà la propria decisione. Intanto però l'ex presidente Cga è stato arrestato nel contesto di un'altra inchiesta. Quattro ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal gip di Roma Daniela Caramico D'Auria,  per i reati di corruzione in atti giudiziari commessi in seno al Consiglio di Stato e al Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia. Ai domiciliari il giudice del Consiglio di Stato Nicola Russo, già arrestato a marzo dello scorso anno con l'immobiliarista Stefano Ricucci, l'ex presidente del Cga siciliano Raffaele de Lipsis, il deputato siciliano di Popolari e Autonomisti Giuseppe Gennuso di Siracusa (al momento ricercato) e l'ex consigliere (ora in pensione) della Corte dei Conti Luigi Pietro Maria Caruso. L'indagine è quella relativa a presunte sentenze pilotate (almeno cinque) presso palazzo Spada e presso il Consiglio di giustizia amministrativa di Sicilia. Un giro di mazzette da 150.000 euro, solo quello accertato in questo troncone d'inchiesta che fa riferimento al giro dell'avvocato Piero Amara, il grande regista dei verdetti aggiustati nell'ambito della giustizia amministrativa. De Lipsis, accusato di corruzione, avrebbe intascato diverse tangenti da Amara. ll nome di De Lipsis era stato uno dei primi a finire nel mirino dei pm di Roma e Messina che da oltre un anno indagano sul giro di sentenze aggiustate nei processi che riguardano la giustizia amministrativa.  Le sue sentenze, a cominciare da quelle sul contenzioso della Open land a Siracusa, sono state passate al setaccio dagli investigatori della Guardia di Finanza. Secondo gli inquirenti, insieme ad un altro ex presidente del Cga Riccardo Virgilio, già finito agli arresti a febbraio dell'anno scorso, De Lipsis sarebbe stato tra i giudici sui quali Amara e il suo socio di studio Calafiore ricorrevano in favore dei loro clienti. La sentenza contestata per la quale procede la procura di Roma è quella del collegio presieduto da de Lipsis che, accogliendo il ricorso di Giuseppe Gennuso, annullò le elezioni regionali a Siracusa facendo poi rivotare e favorendo così l'elezione di Giannuso che avrebbe pagato 30.000 euro per il tramite per il tramite dell'amico consigliere della Corte dei Conti Caruso. Tra i mediatori delle sentenze pilotate torna il nome dell'avvocato Stefano Vinti il professionista che, intercettato, racconta di comprare le cause " a blocchi". Con De Lipsis salgono a tre i giudici del Cga siciliano ad essere finiti agli arresti in un'inchiesta che, dopo le dichiarazioni di Amara e Calafiore, continua ad allargarsi a macchia d'olio e promette nuovi sviluppi. A luglio, la Procura di Messina guidata da Maurizio de Lucia aveva ottenuto l'arresto di Giuseppe Mineo, anche lui accusato di corruzione in atti giudiziari.

*notizie sull'indagine della Procura di Roma tratte da repubblica.it

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