Decreto Sicurezza, il Sindaco di Trapani dispone direttiva per valutare criticità: “Condivido allarme sociale”

Pubblicato: martedì, 8 gennaio 2019
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Un’analisi per valutare le criticità del Decreto Sicurezza: “Inderogabile il principio del rispetto dell'uguaglianza di tutti”. Niente sospensione, ma il Comune valuterà i diversi casi

TRAPANI. Continua il dibattito sul Decreto Sicurezza, conosciuto ormai come Decreto Salvini. Prende posizione anche il Sindaco di Trapani Giacomo Tranchida, anche se la sua è un linea più “morbida” e pacata rispetto a quella del collega Leoluca Orlando, definito quest’ultimo nei giorni scorsi il “Sindaco disubbidiente”. Quella di Orlando è una battaglia che mira a portare in Tribunale il caso in modo tale da essere sottoposta poi al giudizio della Corte Costituzionale, l’unica che può entrare nel merito e decidere sulla legittimità del Decreto Sicurezza.

Il Sindaco di Trapani ha disposto ieri una direttiva per valutare le criticità in merito alle novità introdotte in tema di sicurezza, in particolare sulle modifiche alle procedure per la registrazione nell'anagrafe della popolazione residente degli stranieri presenti sul territorio nazionale.

“Preso atto, che tali modifiche normative hanno suscitato e suscitano un forte allarme sociale, con richieste provenienti da molti sindaci e dall'ANCI al Governo Nazionale – scrive il Sindaco Tranchida - di avviare con urgenza un confronto tecnico per risolvere le criticità che l'applicazione della predetta norma genera, in particolare derivanti dalla necessità di garantire il rispetto dei diritti dei cittadini richiedenti asilo ed in generale dei diritti umani contenuti nella legge umanitaria internazionale. Dato atto che la Carta Costituzionale italiana garantisce garanzie e diritti anche ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, con norme di principio inderogabili e che in ogni occasione di applicazione della normativa interna occorre garantire il rispetto dei predetti principi costituzionali, coordinandoli con i principi del diritto internazionale e di quello europeo. Ritenuto inderogabile – continua - il principio del rispetto dell'uguaglianza di tutte le posizioni soggettive nell'attività amministrativa ed in particolare nell'applicazione delle norme che regolano l'Anagrafe della popolazione residente, tenuta dai comuni su delega dello Stato. Ritenuto, altresì, di dover condividere l'allarme sociale sollevato dalle conseguenze pratiche che sono state evidenziate da più soggetti istituzionali e da autorevoli commentatori e giuristi costituzionali, allarme raccolto dall'ANCI che ha convocato, infatti, per il prossimo 10 gennaio il Comitato Direttivo, allargato ai sindaci dei Comuni capoluogo di Provincia, con all'ordine del giorno della riunione le valutazioni e le proposte sul decreto sicurezza”.

Il Sindaco quindi ritiene di dover evitare che nel territorio Comune di Trapani possano generarsi disparità di trattamento nei confronti degli stranieri residenti o richiedenti residenza.

La direttiva, indirizzata al Dirigente del I Settore con il coinvolgimento del Responsabile del Servizio Anagrafico e dell'Avvocatura comunale, è rivolta ad effettuare “un urgente ed approfondito confronto tra le normative che regolano l'iscrizione anagrafica degli stranieri che, se regolarmente soggiornanti nel territorio nazionale devono essere effettuate alle medesime condizioni dei cittadini italiani”.

La direttiva è indirizzata anche al Dirigente del IV Settore con il coinvolgimento dei Servizi Sociali, per “assicurare ogni tempestivo intervento per fare in modo che nella prima fase di attuazione delle norme, in ragione dello criticità sopra evidenziate, si possa garantire tutela dei diritti della persona umana a prescindere dalla cittadinanza, in coerenza con le altre azioni già poste in essere da questa Amministrazione a favore delle fasce più deboli della popolazione”.

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