Questione rifiuti in Sicilia, confusione ed emergenze

Pubblicato: sabato, 29 dicembre 2018
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Salvaguardare ambiente e salute, ecco perché occorre superare le difficoltà che riguardano la questione rifiuti in Sicilia. La Giunta regionale approva il piano Rifiuti, ma ancora questo deve superare altri passaggi.

Anno 2018 e non solo, tanti fatti accaduti, ma uno in particolare è stato oggetto di confronti accesi, si parla della questione rifiuti, una storia caratterizzata da una parola simbolo e concreta: Emergenza.

Un campo che rappresenta l’eccellenza in alcuni casi, in molti altri il peggio, infatti si segnalano città che fanno della differenziata un principio imprescindibile, invece altre città, specialmente le più grandi vanno a stento e hanno percentuali bassissime o nulle di differenziata, su questo aspetto il primo dibattito vede le città virtuose contro le città non virtuose, perché i costi per il conferimento aumentano per i primi, quindi da qui la richiesta di maggiori attenzioni per le virtuose.

In questo contesto di confusione, specialmente normativa, un altro aspetto che ha caratterizzato la storia dell’emergenza rifiuti in Sicilia, è stato quello che ha visto assegnare poteri speciali al Presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, anche se molte volte non si sono concretizzati, perché accusava lo stesso Musumeci: "sono un commissario dimezzato". In più esclamava: "ma quali poteri speciali, non mi sono stati mai conferiti".

Un problema, quello del Sistema rifiuti, che ha creato confusione e emergenze, che potrebbero avere conseguenze negative sulla salute dell’uomo e dell’ambiente.

Su questo si innesta il secondo aspetto chiave: il Piano Rifiuti. Redatto dalla Commissione al ramo e approvato dalla Giunta Regionale. Un Piano da tanti richiesto, specialmente dai comuni, per far ordine dove regnava la confusione, oltretutto dovrebbe dirimere la lotta tra chi richiede impianti pubblici, e di un certo tipo, e chi invece afferma che vanno bene pure gli impianti privati. Da segnalare su questo versante, per esempio, la discussione avvenuta su un impianto di BioGas nel trapanese, nello specifico nel territorio di Alcamo, dove si è concretizzato il contrasto di cui parlavamo, e anche il quel caso si richiedeva un accelerazione sul Piano Rifiuti, e per questo da esponenti della Regione sono stati lanciati appelli alle opposizioni per confrontarsi e accelerare l’iter, invece l’azienda di BioGas ha spiegato le proprie ragioni e ha proposto un dialogo su modifiche al progetto iniziale.

Dal punto di vista politico, in commissione, emendamenti del Movimento 5 Stelle sono stati avallati dalla maggioranza, ma allo stesso tempo esponenti del Movimento 5 Stelle hanno messo in evidenza che se non si concretizza la legge di riforma del settore, il piano rischia di essere in sintesi monco.

Un Piano che vede tra i punti principali, elementi che erano presenti in precedenti riforme, come l’autosufficienza territoriale, la creazione di enti di gestione e regolamentazione che affidino al mercato i servizi di spazzamento e raccolta dei rifiuti. Però dovrebbe anche far ordine sugli impianti e dare un indirizzo verso l’economia circolare.

Al di là dei particolari, alcuni evidenziano che se ben attuato e preceduto dalla legge di riforma, finalmente la Sicilia potrà avere un Sistema Rifiuti, criticabile o meno, ma almeno si spera stabile.

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