LA FAVOLA DELLE REGIE TRAZZERE DI SICILIA – CAPITOLO VIII – PARTE II. Gli ultimi provvedimenti del Maestro Segreto Buglio sulla custodia perpetua delle trazzere.

Pubblicato: sabato, 24 novembre 2018
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GLI ULTIMI PROVVEDIMENTI DEL MAESTRO SEGRETO BUGLIO SULLA CUSTODIA PERPETUA DELLE TRAZZERE. BANDO E COMANDAMENTO DEL 18 OTTOBRE 1789; (6 NOVEMBRE 1801) BANDO D’ORDINE DEL MAESTRO SEGRETO DI SEGUITO DEL PRECEDENTE DISPACCIO.

DI ANTONINO MESSANA

Riprendo a pieno titolo l’opera incessante e incestuosa del Maestro Segreto marchese Buglio, posteggiato momentaneamente nell’anno 1789. Ho preferito temporaneamente cambiare pagina per due motivi: 1° l’acquisizione della perizia Cusimano (Vedi capitolo VII-parti I,II e III); 2° il “Processiculo di atti di contravvenzioni per usurpazioni di vie e trazzere” e “l’Elenco delle Vie comunali di Monte S. Giuliano del 1867” (Vedi capitolo VIII-Parte I, pubblicato il 27 ottobre 2018), documenti di fondamentale importanza che annunciano e annullano in anticipo l’intera opera solerte del Maestro Segreto marchese Buglio iniziata nel 1787 (Vedi capitolo V-parte II, pubblicata il 13 maggio 2017. Ecco un breve riepilogo con riferimento ai citati documenti.

Già nel 1799 a proposito della costruzione della prima strada Borbonica carrozzabile Palermo-Vallelunga e gestita dalla Deputazione delle strade , i lavori sono stati fermati ad Alia per carenza di denaro. Da Palermo a Vicari la Deputazione ha costruito la strada rispettando il percorso dell’antica Regia Trazzera rivendicando così le antiche usurpazioni e alienando terre inutili; da Vicari ad Alia la strada è stata deviata dall’antica Via Regia e i terreni sono stati acquistati.

La Deputazione delle strade ordina il 12 novembre del 1799 una perizia dell’intero percorso realizzato all’agrimensore Cusimano, al fine di convincere il Re del corretto operato di essa e per superare gli ostacoli delle lamentele mosse dai Conti e dai Baroni che intendevano riprendersi le terre già usurpate e poi cedute alla Deputazione stessa. Detta perizia, consegnata dal Perito il 7 marzo 1800, elenca tutte le particelle di terreno usurpate, vendute e acquistate, riportando i nomi dei proprietari o gabelloti, l’estensione, le coltivazioni, il valore ed altri parametri che possono permettere la ricostruzione forse anche oggi. Tutto ciò è importante perché abbiamo appreso che il percorso da Palermo a Vicari è stato tracciato sulla strada consolare Palermo-Agrigento che proprio a Vicari scende verso Castronovo per dirigersi ad Agrigento. Vedi mappa sottostante.

MAPPA ELABORATA DALL’ARCHITETTO VERA MESSANA

In questo caso la presunta Regia Trazzera non poteva essere in larghezza canne 18.2., ma appena 40 palmi (Vedi capitolo VII-parti I,II e III). Questo è stato il primo motivo che mi ha fatto posteggiare per poco il Maestro Buglio.

         Per altro verso, in primo luogo, ho preferito  anticipare le vicende sugli arresti nel territorio di Erice ordinate dal Segreto Buglio per le (false) usurpazioni (datate 1799) commesse da Gabelloti e Proprietari di terre adiacenti alla Trazzera o alla via pubblica; secondariamente ho fatto un salto al 1853 per altri fatti riguardanti le contravvenzioni (sempre per usurpazioni di Vie e Trazzere in detto territorio di Erice) elevate dall’Intendenza di Trapani con lo scopo di anticipare ai lettori che gli ultimi provvedimenti proprio del 1806 del Maestro Segreto Buglio (larghezza delle Trazzere e pubbliche Vie equiparate a canne 18.2) non sono state nel tempo successivo tenute in considerazione. A tal fine propongo il sottostante documento: Via Vecchia Consolare per Palermo con diverse larghezze  originali. Leggiamo che la maggiore larghezza è m. 25,80 e la minore  è m. 4,32.

Adesso ritorno al 1789 e mi ricollego al Maestro Segreto Buglio,  seguendo ancora una volta il libro: “Monografia…sulle trazzere di Sicilia” del nostro amato avvocato Lopresti, già citato numerose volte  (Vedi  in particolare capitolo V-parte VI, pubblicato il 1° aprile 2017). Riporto qui sotto la pagina 41 del suddetto libro:

Le vie pubbliche sotto denominazione di territorio demaniale e di strade consolari e regie non siano a un certo punto usurpate per legge pretoria cautalmente imperiale. Ect. ed indi-Pertanto facciamo pressione affinché si ordini che si ristabiliscano  secondo quanto si è prima esposto le vie pubbliche comunemente dette trazzere.

         Dalla lettura comprendiamo perfettamente che l’Avvocato Fiscale insegue di pari passo l’opera del Maestro Segreto. Peraltro le strade così distinte, senza specificarne la larghezza,  vengono annoverate interamente al demanio e classificate in Vie pubbliche, Vie Consolari e Vie Regie chiamate comunemente Trazzere, senza alcun chiarimento ove far rientrare nella suddetta classifica le Vie armentizie, cioè le vere e proprie Regie Trazzere ritenute appunto vie adatte al passaggio degli animali (denominate “actus” dai Romani). Tuttavia in virtù di detta tassonomia resta chiarito che le Vie pubbliche, le vie Consolari e le Regie Trazzere  si diversificano l’una dall’altra e sono state costruite in circostanze diverse. Sappiamo benissimo che i Romani hanno costruito le Vie Consolari per motivi bellici (Vedi l’intero capitolo V). Allora, come abbiamo visto nelle Costituzioni di Ferderico II di Svevia e nei successivi Capitoli, Bandi Dispacci, con il termine “Regie Trazzere” vengono indicate le sole “strade armentizie”. Infatti l’Ufficio Trazzere di Palermo “certifica ben 11.500 km di strade” come patrimonio armentizio.

Proseguendo ancora la lettura del prezioso libro di Lopresti,  leggiamo quanto appresso: “Non ristava a questo vicerè Caramaico…”. L’autore fa riferimento in prima persona al Maestro Segreto e con il verbo “ristava” vuole affermare, a mio giudizio, con un linguaggio retorico, che il Segreto non era interessato al “prosit” dalla Corona, ma ad avere un concreto risultato diretto a far pagare col proprio intelletto, pure fantasioso, le presunte usurpazioni perpetrate a danno delle Trazzere. In altre parole, il Segreto andava dritto per il proprio verso accettato senza remore dal vice re Caramaico. Infatti il 18 ottobre 1789 sperimentava un ulteriore bando o comandamento.

Pagina 1 del Bando

In questa prima pagina leggeremo che i “cammini” sono le “Regie Trazzere” e le “Vie Magistrali” che entrambe uniscono due popolazioni. Non capisco quali potrebbero essere le “vie magistrali”. A mio giudizio non è possibile che incrementa una nuova classe di strada aggiunta alle altre, quali: Via pubblica, Via consolare. Via vicinale, viottolo, Via nazionale,Trazzera, Tratturo ect.. Sicuramente il significato di Via Magistrale è generico, può solo considerarsi Via Pubblica. Vedremo in seguito che il Segreto generalizza ancora con molta semplicità e molta perspicacia, abbandona la definizione sopra citata che le trazzere e le vie pubbliche uniscono due popolazioni o due luoghi abitati(Vedi La Consulta- Capitolo V-parteIII, pubblicato il 1° luglio 2017) usando al loro posto il termine “luogo pubblico”. In altre parole le trazzere e le Vie uniscono due “luoghi pubblici” non più due popolazioni o due paesi. Chiaramente il luogo pubblico può essere una piazza, una villa, un mercato, un feudo o una contrada, la riva del mare o di un fiume ed altri luoghi. Quel  “luogo pubblico” resta comunque un sito indeterminato e senza un preciso significato.

Pagina 2

Queste trazzere e vie magistrali  permettono il passaggio di armenti, mandrie e vetture che trasportano derrate, aratri, carraggi ed altro. Viene inoltre specificato  altro necessario passaggio (forse un viottolo o un qualsiasi calpestio). Risulta abbastanza chiaro che il Segreto prende in considerazione anche un granello di sabbia come luogo di passaggio. In questi luoghi e in questa maniera “il bestiame non penasse di andar boccheggiando senza alcun impedimenti”. Da notare che già la pastorizia scarseggiava in tutta la Sicilia, tanto che il Re nel 1792 autorizza la vendita delle trazzere inutili (vedi capitolo VI-parte I, pubblicato il 7 aprile 2018). Il  marchese Buglio scrive a chiare lettere che i luoghi citati, compresi i passaggi, rientrano nei suoi compiti nella qualità di Maestro Segreto e procuratore generale del Re. “Perciò in vigore del presente banno perpetuo valituro si ordina provvede, e comanda che nessuna persona di qualsivoglia stato, grado e condizione che fosse allorchè ecclesiastica, e munita di particolar privilegio e foro ardisca né presuma occupare restringere, e mutare, ed in qualsivoglia maniere impedire le su riferite regie trazzere, vie pubbliche (osserviamo che abbandona le citate vie magistrali) di questo regno, né alcuna parte di esse  ed in ogni tempo conservare illesi, inalterati e liberi d’ogni impedimento nello stato, e situazione, nel quale al presente si ritrovano, sotto pena ai trasgressori di pagare  onze 50”.

            Nella stessa maniera non è permesso alla persone sopra citate di qualsivoglia stato e grado o anche ecclesiastico occupare o mutare tali passaggi.

Pagina  3

Cioè “ …occupare, restringere, e mutare, ed in qualsivoglia altra maniera impedire le vie pubbliche e i pubblici passaggi per il comodo dei feudi dell’intero regno, ed i loro limiti, e divisori, entrate ed uscite, siccome ancora li mercati, fontane,  fiumi, gebbie salti d’acqua, acque comune, ed altri.

             Per questo verso il Segreto aggiunge altra classificazione di  strada usando porole generiche e indeterminate. Infatti, come luoghi di passaggio aggiunge: i mercati (certamente è un luogo), le fontane  ( con alta probabilità sono lungo la strada), fiumi, gebbie (anch’esse sono del tutto collocate lungo la strada), salti d’acque,acque comuni ed altro che scaturiscono tanto in fondo regio e pubblico…  Risulta chiaro, anzi chiarissimo, che il Segreto Buglio considera passaggio anche il granello di sabbia. Voglio  dire che il bestiame  ha sempre libero accesso anche una piccola sorgiva di un piccolo fondo padronale o addirittura di una conca d’acqua alimentata da piogge e ubicata in proprietà privata.  In questo caso il Maestro mette in evidenza una esemplare eccellenza intellettiva senza alcun  paragone. In altre parole tutto è demanio e il tutto è connesso a detto demanio e il Maestro ne detiene egli stesso il comando.

            Questa elencazione costituisce una perfetta e insindacabile premessa necessaria rivolta al vantaggio di “evtarsi qualsiasi qualunque danno che possa cagionarsi dalla bestiame nei fondi e luoghi de’ particolari con oltrepassare il di  loro limite”. Comprendiamo chiaramente che se il bestiame per esempio entra in un piccolo fondo ove c’è un piccola fonte  d’acqua e crea danni alla coltivazione o qualsiasi altro danno, l’animale o il suo proprietario restano immuni e chi ha subito il danno non può chiedere nessun risarcimento.

            Il Maestro aggiunge:…”essendo questo una dei diritti segreziali pure riservati alla cognizione di detto illustre Maestro Segreto, ma quelle  sempre, ed in ogni tempo si debbono conservare”….(senza impedimento alcuno). A tal proposito possiamo solo evidenziare la puntigliosità\\\ e scrupolosità del Maestro in parola. Per la verità possiamo ricordare le Costituzioni di Federico II che invitano tutti i proprietari anche ad ospitare per una sola notte il bestiame in transumanza (come sappiamo quel documento è stato provvisoriamente validato allora per i Tratturi di Puglia). Successivamente Federico III d’Aragona (1296)  allungò la sosta per due giorni e tale provvedimento fu anche confermato dal re Martino ed ancora dal Ferdinando 1° di Castiglia il 13 luglio 1414 (Vedi capitolo V-parte I, pubblicato il 1° aprile 2017). In quei capitoli non si scorge tanto scrupolo, abbiamo solamente letto che “chiunque” doveva accogliere il bestiame e permettere di dormire per due notti senza carnaggio.  Brevemente, non accennano a fontanelle d’acqua.

            Il Bando infligge la multa di onze 20  ai trasgressori.

Infine,  è scritto che il presente Bando deve essere osservato in ogni tempo e obbliga i Segreti dei luoghi, i regi vicesegreti dei diversi luoghi, collettori e regisoprintendenti a farlo rispettare. L’ordine impartito comanda i suddetti Ufficiali del Regno a far rispettare il provvedimento in parola, affinchè  “ nessuna persona di qualsiasi grado, stato e condizione che fosse o condizione che fosse ecclesiastica e minita pure di particolar privilegio, e foro impesca i passaggi.

Pagina 4

In questa quarta ed ultima pagina leggiamo due corollari:

1) che gli Ufficiali incaricati a dare seguito al bando devono agire con circospezione onde non sia luogo ad eccesso, o a trascuratezza con pregiudizio dei possessori, o del pubblico (non comprendo il significato di questa frase dopo così ardita autorità, puntigliosità e severità nel pubblicare il bando);

2) coloro che hanno usurpato e coltivato la terra con “alberi o barricate case” non devono reintegrare la strada o il luogo, ma devono pagare il censo. Da tenere presente che il censo era in questo caso un tributo perpetuo che si tramandava ad ogni trasferimento della proprietà. La Corona con i censi si costituiva una rendita perpetua.

            Il Segreto Buglio ancora non soddisfatto dei provvedimenti intrapresi di oltre 30 anni di lavoro per l’importante tema delle Trazzere cercava sempre concetti validi per indicarne la larghezza. Adesso il Segreto seguendo le orme dei documenti che indicano la larghezza delle trazzere e considerati i ricorsi avanzati al Real governo il nostro maestro Lopresti lo ricalca in questa maniera: Ecco il testo originale:

            Lo scritto di Lopresti è breve ma eloquente, tuttavia voglio elencare le salienti prescrizioni dettate dal bando:

-I ricorsi arrivati al Governo incriminarono le ristrettezze delle Trazzere e Vie pubbliche tanto perpetrati nei luoghi  Demaniali quanto in quelli  Baronali di tutto il territorio del Regno;

-Le suddette strade appartengono all’alto, assoluto e Supremo dominio della Maestà Re nostro Signore… per uso e beneficio del pubblico…del bestiame e delle derrate…e con particolarità del cammino…delle Poste”;

-Questo bando diretto a tutti gli Ufficiali  preposti nelle città ordina che appena ricevono il presente bando, immediatamente e “subito nell’improrogabile termine di 15 giorni far reintegrare, e rimettere nel ripristino loro stato e nella consueta larghezza a spese dei contermini possessori dei fondi, tutte e qualsivogliano Regie trazzere, vie pubbliche, e passaggi di questo Regno, che si trovano ristrette e usurpati, ed in qualunque maniera impedite ed alterate, con fare apporre in esse a spese delli stessi contermini possessori dei fondi  i Pileri o siano segni divisori, che denotassero la loro effettiva, ed antica larghezza, ed il determinato confine per così evitarsi qualunque futura esurpazione;

-Procedere con cautela ad inquisire tutti gli usurpatori ed applicare la pena ai contravventori nel rispetto delle leggi e del Bando del 18 ottobre 1789. Le informazioni acquisite devono essere trasmesse  a noi (cioè alla Real Segreteria) per l’applicazione di “quelle pene dalle leggi fulminate”. Analogo trattamento subiranno”gli  Officiali, che in qualunque maniera trascureranno di eseguire con religiosità le presenti…”.

Leggendo con la dovuta attenzione i suddetti bandi e proponimenti riscontriamo la guerriera, precisa e incessante volontà del Maestro Segreto di trasformare tutte strade e Vie pubbliche in Regie Trazzere ampie canne 18.2. Tutto ciò per far pagare innocenti usurpatori di false trazzere un censo vitalizio alla Corona . Per raggiungere questo puntiglioso e preciso obiettivo il Segreto usa con forza il suo potere  di Maestro e Procuratore generale della Corona. Tale coraggiosa forza l’abbiamo letta nei bandi sopra riportati, in particolare nel primo Bando del 18 ottobre che il Maestro in chiusura precetta tutti coloro che hanno usurpato e coltivato la terra con “alberi o barricate case” non devono assolutamente reintegrare la strada o il luogo, ma devono ( ecco il precetto) obbligatoriamente pagare il censo; Nel secondo Bando il Maestro pretende senza remore l’applicazione di “quelle pene dalle leggi fulminate” (termine adatto per dire folgorare, umiliare, ammazzare, ecc.. gli usurpatori). Analogo trattamento subiranno”gli  Officiali, che in qualunque maniera trascureranno di eseguire con religiosità le presenti…” e richiama pure il sopracitato Bando del 18 ottobre 1789.

            Questa portentosa forza e volontà di fare pagare, ripeto, false usurpazioni a innocenti proprietari professata dal marchese Buglio per numerosi anni, non è rimasta lettera morta e peraltro l’abbiamo già da poco tempo letta sulle vicende di Erice (Vedi capitolo VIII-parte I, pubblicato il 27 ottobre 2018). Adesso sono in grado di confermarla per l’intero territorio siciliano. Il giorno 15 di questo mese di novembre ho trascorso quasi un giorno intero all’Archivio di Stato di Palermo sezione Gangia (dalle ore 8 fino alle ore 17) per scartabellare il fondo “Diritti e Rami Diversi”. Per la verità un bel po’ di anni addietro, molto sprovveduto rispetto ad oggi, avevo visitato qualche “faldone” che ho allora ritenuto di poco interessante. Adesso in occasione dell’incontro con un Signore di Fulgatore citato nella puntata precedente ho ripassato e pubblicato la “Relazione di Demanialità” della Regia Trazzera n. 452 Trapani-Palermo riscontrando il seguente brano qui sotto riportato in originale:

            Avendo riletto, con maggiore interesse,  nello stralcio della sopra riportata “Relazione”, “Direzione Generale Rami e Diritti Diversi”, non ho perso tempo a rivedere foglio per foglio solamente due faldoni per l’intera giornata. I numerosi grossi faldoni sono alti più di un palmo di mano e contengono documenti, dico poco, sconcertanti perché come ha scritto il Maestro Buglio che abbiamo appena letto sopra hanno fulminato falsi usurpatori per l’intera Sicilia. Intanto propongo  la nomenclatura formata di cinque pagine in maniera che i cari lettori possono prenderne cognizione e ricavarne qualche utilizzo. Da uno sguardo veloce le province elencate sono Palermo e quasi tutte le città della stessa provincia; Messina e provincia; Trapani e tantissime città (Alcamo compresa); Agrigento e provincia; Catania e provincia; Caltanissetta e Provincia. Ecco la nomenclatura

Propongo inoltre alcuni stralci dei provvedimenti della Direzione Generale Rami e Diritti Diversi e dell’Agenzia del Contenzioso per la mia Alcamo; di Monteloro e Serradifalco (solamente un documento della Direzione Generale) appartenenti alla provincia di Caltanissetta (per dovere rivolto al mio Maestro architetto  Luigi Santagati). Rinvio ad un prossimo futuro una trattazione dettagliata, quanto meno per la mia città di Alcamo, resto a disposizione dei lettori per qualunque quesito che mi vorranno formulare.

ARCHIVIO DI STATO DI PALERMO-GANCIA. RAMI E DIRITTI DIVERSI-VOL.1830

ARCHIVIO DI STATO DI PALERMO-GANCIA. RAMI E DIRITTI DIVERSI

            Nei soprariportati stralci dei due documenti, nel primo leggiamo quanto appresso: 1)la data risale al 30 settembre 1836; nell’oggetto tratta di usurpazione di trazzera regia di Alcamo; nella missiva scorgiamo che trattasi della trazzera del catanese.

Con il secondo documento datato 18 febbraio 1837 apprendiamo che c’è in corso un provvedimento per la costituzione di un canone (per l’usurpazione perpetrata).Ecco una prova certa che comprova una sola Trazzera in tutto il territorio di Alcamo.

            Per il momento non ho trovato altri documenti per altre trazzere di questa città  e probabilmente sono scarse le possibilità di trovarne altri. In primissima battuta dico che l’ufficio Regionale delle Trazzere, cioè l’Ufficio Trazzere di Palermo nel territorio di Alcamo ne ha disegnate 19, ma non ha nominato  quest’ultima Trazzera Catanese. Una prima informazione  mi è stata data dall’amico Carlo Cataldo storico alcamese di fama (che  ringrazio per l’amicizia che mi ha offerto) e mi ha indicato due atti notarili che stabiliscono in due contrade di Alcamo l’ubicazione della trazzera in parola: in contrada “Bosco d’Alcamo” e in “Contrada Calatubo” quest’ultima nominata Catanese/Mare. Come primo acchito posso solamente dire che queste contrade non sono citate nelle “Relazioni di Demanialità” delle 19 Regie Trazzere di Alcamo. La prova c’è la fornisce lo stralcio della mappa sottostante appesa in un quadro nella sala di attesa dell’Ufficio Trazzere in Via Garzilli a Palermo.

 Riporto approssimativamente le sole trazzere di Alcamo e con i punti di colore rosso ho indicato a destra la contrada Calatubo che si estende fino al mare (Balestrate) attraversata dalla Trazzera Regia n. 108 – segnata col punto di colore viola - denominata (con furbizia) Partinico-Alcamo (quella strada è Romana rappresentata come deviazione della Via Valeria che attraversa la Torretta e Hiccara  scende a Partinico, prosegue per la Madonna del Ponte ed entra nella contrada Calatubo  per incrociare poi ad Alcamo la Via Valeria. Sul lato sinistro, il punto rosso indica approssimativamente  la contrada Bosco D’Alcamo attraversata dalla (inventata) Regia Trazzera n. 409 (vedi punto di colore viola) Alcamo-Magazzinazzi. In questi due punti non c’è traccia alcuna di strada o trazzera sulla mappa in discorso.Non aggiungo altro, in seguito cercherò con tutte le mie forze di essere più eloquente.

Qui sotto è rappresentato il documento di Monteloro e Serradifalco della provincia di Caltanissetta.

ARCHIVIO DI STATO DI PALERMO-GANCIA. RAMI E DIRITTI DIVERSI

            Anche da questi pochi documenti è piuttosto facile comprendere che abbiamo trovato le prove diaboliche per l’oltraggio delle inventate trazzere commesso in primo luogo da Re Ferdinando, suffragato dalla intelligentissima perspicacia e solerzia del Maestro Segreto e successivamente dai suoi seguaci. Questi padroni, per altro verso, già allora molte Trazzere li hanno a censo, vendute e date in concessione. Aggiungo infine che quelle Trazzere rubricate in nomenclatura nell’Archivio di Palermo della Direzione “RAMI E DIRITTI DIVERSI” assommate per la lunghezza dell’intero territorio siciliano non coprono un percorso complessivo di 11.500 Km.  Pertanto oggi l’Ufficio Trazzere di Palermo disegnando 11.500 km. di Trazzere del “demanio armentizio” ha superato di gran lunga e sormontato la storia delle Trazzere iniziata nel XII secolo da Federico II di Svezia e completata dai Borboni con re Ferdinando.

            Mi fermo qui per non dilungarmi ancora sulle “Istruzioni”.  Di dette “Istruzioni del 1806” scritte dal Maestro Segreto e dirette a tutte le Segrezie locali della Sicilia ne parlerò la prossima puntata che verrà pubblicata Sabato 22 dicembre.

ANTONINO MESSANA

Bubliografia

Lopresti Antonino

Lo Presti Antonino-Monografia di DIRITTO PUBBLICO sulle TRAZZERE DI SICILIA  per l’avvocato Antonino Lo Presti, STAMPERIA DI G. B.LORSNAIDER-Palermo 1864. Custodito dalla Biblioteca Fardelliana di Trapani collocazione XLVIII D 31.

Archivio di Stato (Catena) di Palermo- Maestro Segreto-Real Segreteria Incartamenti busta 1289.

Archivio di Stato (Gancia) di Palermo- Trazzere-Rami e Diritti Vari Volume 1630

 
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