Campo immigrati? Una casa per lavoratori (VIDEO)

Pubblicato: martedì, 11 settembre 2018
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Poche ore nel campo immigrati per ricevere tanta umanità e capire ancor di più

Dal 3 Settembre la palestra comunale Palazzello di via Guido Gozzano accoglie lavoratori immigrati extracomunitari. Il servizio si protrarrà fino al 30 di Settembre e il campo potrà ospitare fino a 70 persone.

Un servizio necessario, parliamo di immigrati con permesso di soggiorno, che si spostano per andare dove è richiesta manodopera.

Questo una parte del lato "istituzionale", ma poche ore in quella "casa di lavoratori" non può non lasciare traccia, infatti più che numeri, che sono comunque necessari, si è spinti a parlare di umanità, espressa senza filtri sia dal più "burbero", che non vuole telecamere, sia dai ragazzi che scherzano e sono più propensi al dialogo, anche se alla fine ho parlato di più con il primo che con gli altri.

Subito dopo che mi sono allontanato, il "burbero" mi ha raggiunto e mi ha spiegato il perché del suo diniego, come non capirlo, è come se entrasse qualcuno con una telecamera nella propria stanza da letto e poi visto il clima nazionale si potrebbe sfruttare queste immagini per dibattiti sterili tra pro e contro, anche se è naturale che ci siano. In sintesi una "casa di umanità", perché nessuno di questi "fratelli" ha negato un sorriso o anche solo un saluto col sorriso, ma quello che più ha espresso la sua umanità e mi ha trasmesso molto, ritorno a dire, è stato il "burbero buono", un padre di famiglia che per "campare" la famiglia si è spostato dal messinese per arrivare nel trapanese, al solo e unico scopo di lavorare, e voglio sottolineare lavorare. Tutti con una storia particolare che li spinge a muoversi da provincia a provincia, ed è da sottolineare che quelli interpellati hanno dato notizia che lavorano con regolare contratto.

Questo articolo non vuole essere un esaltazione dell'immigrato, perché sarebbe davvero stupido pensare o dire che tutti gli immigrati siano buoni, sono esseri umani, quindi fallibili, e neanche pretende di mettere in campo una politica sui flussi migratori, ma in questo caso vuole solo raccontare, in sintesi, una specifica esperienza umana.

Parlando di numeri, invece, gli ospiti che dormono nel centro sono 50 circa, poi a cena, ma che non dormono lì, si aggiungono altri 50 circa. Da sottolineare che nel campo sono presenti, oltre a personale della "Cooperativa Badia Grande" che si occupa dello stesso, anche operatori della Caritas, che distribuiscono cibo a chiunque ne abbia bisogno.

Da sottolineare il rispetto degli immigrati, che hanno instaurato un buon rapporto con gli operatori della cooperativa (Badia Grande) e della Caritas, anche grazie al grande senso umano messo in campo da tutti gli operatori.

A permettere tutto ciò anche il Comune di Alcamo, quindi abbiamo raggiunto l'Assessore ai Servizi Sociali, Stefano Alessandra, per porgli alcune domande.

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